l'appello

Tagli nella consegna dei vaccini anti-Covid: «Non ricadano sulle categorie a rischio»

I sindacati dei pensionati chiedono rassicurazioni in merito alle priorità che dovranno essere date agli anziani, soprattutto agli ultraottantenni, ai disabili e alle persone fragili

Tagli nella consegna dei vaccini anti-Covid: «Non ricadano sulle categorie a rischio»
Cronaca 21 Gennaio 2021 ore 12:54

La campagna vaccinale anti-Covid italiana deve fare i conti con i tagli alla fornitura delle dosi decisi dall’azienda statunitense Pfizer. Le Regioni stanno si stanno riorganizzando per fare in modo che la macchina delle vaccinazioni non si inceppi, ma i ritardi nelle consegne rischiano di compromettere il piano messo a punto nel nostro Paese. Soprattutto, visto che il siero della Pfizer per essere efficace necessita di due somministrazioni, prima di procedere con nuove vaccinazioni sarà fondamentale garantire il richiamo a chi ha già ricevuto la prima dose.

Una gerarchia delle priorità che potrebbe essere gioco forza attuata, ma che preoccupa i sindacati dei pensionati, in special modo quelli lombardi, che chiedono rassicurazioni soprattutto per gli ultraottantenni. A tal proposito hanno chiesto un incontro con l’assessore al Welfare Letizia Moratti, per «capire quando si intende far partire la campagna vaccinale per i “grandi” anziani, ma anche per i portatori di disabilità, per le persone fragili e per i caregiver».

In sostanza, conoscere calendario, cronoprogramma, modalità di prenotazione e punti allestiti per le vaccinazioni «Vogliamo conoscere le modalità alternative che Regione Lombardia metterà in campo per chi non è in grado di utilizzare i sistemi informatici o ne sia sprovvisto – spiegano i segretari generali regionali Valerio Zanolla, Emilio Didonè e Serena Bontempelli -. Capire se l’anziano che non intende prenotarsi online può in alternativa aderire contattando il proprio medico di medicina generale».

La Lombardia conta circa 10 milioni di abitanti. Di questi circa 2,3 milioni hanno più di 65 anni. Nei big data dei computer della Regione si trovano tutti i dati degli assistiti: nome, indirizzo, telefono, codice fiscale, tessera sanitaria, eventuali esenzioni e cronicità, storia sanitaria. «Per questa ragione chiediamo al Pirellone un cambio di passo, una vera presa in carico del cittadino “over” che vuole vaccinarsi – aggiungono i segretari -. Chiediamo un segnale di attenzione per i nostri anziani, per i disabili e per le categorie fragili, che consneta di programmare al meglio la campagna vaccinale dal primo contatto, dal profilo logistico, dalla distribuzione delle dosi, dal numero degli operatori impegnati».

I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil offrono la propria disponibilità a collaborare da subito per la buona riuscita della campagna vaccinale anti-Covid. «Se coinvolti sapremo fare la nostra parte – concludono -. Siamo organizzazioni con proprie sedi in quasi tutti i 1.506 comuni della Lombardia. Questo ci permette di garantire un’informazione diffusa e capillare. Solo collaborando riusciremo a centrare l’obiettivo, ma soprattutto a restituire fiducia e serenità ai cittadini più anziani».

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