Sabato pomeriggio

Tentativo di furto con pietra in un negozio di via Sant'Alessandro: arrestato 25enne

Il soggetto faceva avanti e indietro davanti all'attività dalla mattina. Sostiene che era ubriaco e di non ricordare

Tentativo di furto con pietra in un negozio di via Sant'Alessandro: arrestato 25enne
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L'avvocato ha contestato gli indizi a suo carico, ma per l'accusa il fatto che andasse avanti e indietro di continuo davanti al quel negozio, tanto da insospettire pure il titolare, qualche valore ce l'ha. A maggior ragione, considerando che dopo, quando l'esercente si era allontanato un attimo per andare al bar, qualcuno aveva provato a spaccare la vetrina e lì vicino c'era lui.

A processo un irregolare

A finire a processo per quanto avvenuto a Bergamo in via Sant'Alessandro, nel primo pomeriggio di sabato 9 marzo scorso, è stato Y.B., 25enne marocchino irregolare e senza fissa dimora, che a quanto sembra prima di arrivare nel nostro Paese aveva raccolto per sei mesi pomodori in Spagna e Portogallo. Il reato che gli viene contestato, come riportato oggi (lunedì 11 marzo) dal Corriere Bergamo, è tentato furto, con l'aggravante dell'utilizzo di una pietra per aprirsi un varco all'interno dell'attività.

Il tentativo di furto

In realtà, il giovane aveva iniziato a farsi vedere lì davanti già dalle 9 del mattino, con il proprietario che notando che non si allontanava aveva anche dato un'occhiata, per capire se avesse in mente qualcosa. Sembrava però tutto a posto, tanto che a un certo punto, dopo qualche ora, aveva deciso di andare in un locale lì vicino per una pausa, dopo aver temporaneamente chiuso il negozio. Quando torna, però, l'immigrato è ancora lì, e sulla vetrata anti-sfondamento all'ingresso ci sono evidenti segni di tentativi di romperla. Danni che sarebbero stati quantificati intorno ai tremila euro.

Il titolare fa un collegamento, gli va dietro dopo che cerca di allontanarsi e lo segnala alla polizia, dandone una descrizione precisa: un giubbotto verde militare e delle scarpe bianche. Una volante è vicino in via Borfuro, quindi si attiva e lo blocca: il tutto si conclude con il suo arresto.

Al processo per direttissima, davanti al giudice l'imputato ha dichiarato di essere ubriaco ed ha chiesto scusa. Il pm ha chiesto il divieto di dimora nella Bergamasca. Nonostante i precedenti per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, oltre che per imbrattamenti, il maghrebino risulta incensurato, sebbene ci sia il nulla osta all'espulsione.

Il prossimo 19 aprile ci sarà l'ultima udienza, con la discussione e la sentenza.

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