Lo stop

Test sierologici, le precisazioni di Ats e l’imbarazzante ritardo di Regione Lombardia

L'Agenzia della salute spiega che la mappatura continua e che è stata solo fermata la possibilità di segnalare nuovi soggetti ai medici in attesa di indicazioni più precise da Milano. Al Pirellone, però, è tutto fermo, anche per quanto riguarda l'ok ai test da parte dei privati

Test sierologici, le precisazioni di Ats e l’imbarazzante ritardo di Regione Lombardia
07 Maggio 2020 ore 11:08

di Andrea Rossetti

Nessuna sospensione delle convocazioni di nuove persone per i test sierologici, soltanto uno stop per quanto riguarda le segnalazioni di nuovi soggetti da parte dei medici di base. Arriva da Ats Bergamo questa precisazione dopo il nostro articolo riguardante le ultime novità sul programma di effettuazione di test regionali nella nostra provincia e le segnalazioni di diversi medici di medicina generale, rimasti spiazzati dalla comunicazione giunta dall’Agenzia.

I primi test effettuati il 23 aprile a Nembro (foto Quaranta)

«I test stanno continuando e andranno avanti almeno fino al 18 maggio – fanno sapere da Ats -. Ogni giorno contattiamo persone per convocarle, tutti soggetti rientranti nei requisiti imposti da Regione per l’effettuazione delle analisi. Non c’è stata alcuna sospensione dunque, soltanto uno stop momentaneo alla segnalazione di nuove persone per i medici di base in attesa di nuove indicazioni dalla Regione». Una precisazione giusta e legittima, che però cambia poco il tema di fondo: il numero di test sierologici che Ats può compiere su indicazione regionale resta limitato e, al momento, chi non è stato già segnalato o contattato non potrà sperare di esserlo nell’immediato futuro.

Questi potranno però rivolgersi ai laboratori privati ed effettuare il test a pagamento (quelli di Ats sono invece gratuiti). O almeno si spera: Regione Lombardia, infatti, inspiegabilmente non ha ancora approvato la delibera necessaria per bloccare lo stallo. Tantissime realtà sanitarie, farmaceutiche e mediche private sono pronte a proporre i propri test, tutti certificati CE, ma ancora non possono procedere perché Regione continua a riconoscere come valido soltanto il test sviluppato dalla Diasorin. Una situazione paradossale, a maggior ragione se si tiene conto che l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha annunciato la “liberalizzazione” già lunedì 4 maggio. La delibera era inizialmente attesa per martedì 5, poi è slittata a mercoledì 6 maggio. Ora pare che prima di inizio settimana prossima non arriverà.

L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera

Chi, come Habilita, ha già aperto le prenotazioni, ha raccolto in poche ore migliaia e migliaia di richieste (i loro test costano quaranta euro e sono quelli della Abbott, gli stessi selezionati anche dal Ministero della Salute per la campagna nazionale). Tutto è pronto, ma non si può ancora partire. Dal Pirellone, fonti ufficiose fanno sapere che la delibera in questione è stata “scalzata”, per ora, da altri provvedimenti ritenuti più urgenti. Sarà, ma dato che le persone si aspettano un passo avanti, anche piccolo, da almeno due mesi, ogni giorno che passa senza dare la possibilità di informarsi sul loro stato di salute è un giorno perso nella battaglia contro il Covid.

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