Cronaca
la protesta

Treno per Orio: le forze dell'ordine rimuovono gli striscioni degli abitanti di Boccaleone

Il comitato di quartiere ha chiesto un incontro al prefetto e al questore per capire chi abbia chiesto che venissero rimossi: «È la seconda volta che subiamo un’azione volta a zittirci».

Treno per Orio: le forze dell'ordine rimuovono gli striscioni degli abitanti di Boccaleone
Cronaca Bergamo, 12 Aprile 2021 ore 10:01

Un incontro con il prefetto Enrico Ricci e con il questore Maurizio Auriemma per esporre le problematiche che creerà il futuro treno per Orio e illustrare il progetto alternativo per salvaguardare Boccaleone. È richiesta formale avanzata dai rappresentanti del comitato di quartiere dopo che sabato scorso (10 aprile) le forze dell’ordine hanno rimosso gli striscioni che erano stati esposti in luoghi di proprietà privata e su autorizzazione degli stessi proprietari.

«È la seconda volta che subiamo un’azione volta a zittire l’informazione che stiamo cercando faticosamente di diffondere tra i cittadini bergamaschi -, denuncia il comitato di quartiere -. Dopo le rimostranze, la Digos ha restituito gli striscioni».

Se in passato era accaduto che alcuni ignoti avevano strappato alcuni volantini dal sovrappasso pedonale che scavalca la linea ferroviaria, adesso il comitato di Boccaleone vuole capire chi sia dietro questa azione e la ragione per cui è stata ordina; domande che sono stati poste con una lettera sia al prefetto sia al questore.

Da tempo gli abitanti del quartiere e le associazioni ambientaliste sottolineano le criticità irreversibili del progetto di Rfi sotto ogni punto di vista: sociale, economico, viabilistico e, soprattutto, della sicurezza e della sostenibilità per chi risiede a Boccaleone. «Temi – dicono - che riteniamo non siano stati valutati con la dovuta attenzione da nessuno degli attori coinvolti in questo progetto».

Per chiedere una revisione del tracciato che collegherà Bergamo a Orio al Serio entro il 2026, il comitato ha anche lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org che ha raccolto nel giro di poco tempo circa 12.500 firme.