Cronaca
"What a Thing to Say to the Queen"

Tutto quel che combina Elisabetta II Un libro svela segreti e retroscena

Tutto quel che combina Elisabetta II Un libro svela segreti e retroscena
Cronaca 29 Agosto 2015 ore 11:15

Nella storia della civiltà è sempre andata così: più un personaggio è nobile e d’alto rango, più il popolo ne diventa morbosamente curioso e cerca di scoprirne i lati umani, se non addirittura i vizi e le deformità del carattere. In generale, le persone comuni amano vedere sbeffeggiati i potenti, è una consolazione non da poco per chi ogni giorno deve alzarsi a faticare, a differenza dei fortunati che possono vivere di rendita sul proprio cognome. E, se l’Ancien Règime è stato superato nelle forme, nella sostanza non è mai venuta meno la distinzione tra la ristretta cerchia dei potenti e le masse delle persone normali. È cambiata solo la tipologia: adesso le figure di riferimento per gli sfottò popolari non sono più tanto i nobili, quanto i vip, i politici, gli attori, i calciatori, eccetera.

Eppure esiste una monarchia che, per quanto abbia poco potere politico, non ha ancora abdicato alla sua importanza simbolica e al suo prestigio, che si traduce in questo caso in una costante attenzione mediatica per gli aspetti positivi ma soprattutto negativi del suo regno. Stiamo parlando ovviamente dei Windsor del Regno Unito. Non serve ricordare le infinite polemiche sulla morte di Lady Diana, oppure il putiferio intorno alle nozze di Carlo con l’antipatica Camilla Parker Bowles, o ancora gli scandali dello scalmanato Principe Harry e chi più ne ha più ne metta. La Corona inglese continua ad attirare intorno a sé un vespaio di polemiche ogni volta che succede qualcosa; ma se figli e nipoti hanno dato alla Regina qualche dispiacere, è innegabile che Elisabetta II sia riuscita nei lunghi anni del suo regno a mantenere pressoché immacolata la sua immagine. Grazie a lei la monarchia britannica ha vissuto e sta vivendo un momento di stabilità davvero raro e assai longevo. Il 9 settembre stabilirà il record di longevità sul trono.

 

 

Ora, potete immaginare la curiosità morbosa che potrebbe suscitare un libro volto proprio a svelare gli aneddoti più ridicoli di una figura così austera e inattaccabile. Gli inglesi e non solo impazzirebbero pur di scoprire le bassezze quotidiane della Regina. Ebbene, quel libro è arrivato. Si intitola What a Thing to Say to the Queen: qui l’autore Thomas Blaikie racconta senza peli sulla lingua tutto ciò che di poco lusinghiero si può estrapolare dalle stanze di Buckingham Palace. L’autore raccoglie nelle circa duecento pagine del volume una serie di cattiverie pressoché inedite, a riprova del muro di silenzio che la Regina è riuscita (o meglio, era riuscita) a costruirsi intorno nei decenni.

Vediamo allora alcuni esempi, in attesa di spulciare l’intero libro. Elisabetta è sempre riuscita a non far emergere il suo lato più smaccatamente (e odiosamente) nobile, non scadendo mai in atteggiamenti di sufficienza in pubblico: ebbene, quando nessun occhio indiscreto la può osservare, non fa certo complimenti quando si tratta di farsi servire. Le sue dita sono talmente preziose che non possono nemmeno compiere lo sforzo di usare un telecomando. C’è un domestico apposito che si occupa della gravosa incombenza.

Le contraddizioni sono lampanti: i Windsor non usano coltelli da pesce perché ritenuti dozzinali da Edoardo VII (1841-1910), ma questa eccessiva raffinatezza cozza con l’atteggiamento della Regina, che non si fa problemi a sputare in un cestino quei cioccolatini sciagurati che non soddisfano il suo gusto. Non è facile piacere a Elisabetta.

 

 

I pettegolezzi sondano in lungo e in largo i decenni del suo regno: una volta durante un viaggio in Canada il marito Filippo la inseguì a mo’ di vampiro, indossando dei denti finti. O ancora: negli anni Cinquanta la giovane regnante era solita togliersi la collana appena poteva quando si trovava in paesi caldi, in modo da non ottenere un’antiestetica abbronzatura a chiazze. Che problemi esistenziali, povera Elisabetta!

Un’altra volta, scontenta del dilungarsi a tavola degli uomini dopo una cena presso Devon, Sua Maestà diede vita ad un coro femminile assai fastidioso per convincere i commensali a ritirarsi nelle loro stanze.

I rapporti con altre figure di potere hanno dato vita a siparietti curiosi, divertenti, imbarazzanti. Una volta la Regina invitò il re Adbullah dell’Arabia Saudita a fare un giro in macchina. Evidentemente la sua guida doveva essere spericolata, se alla fine il sovrano arabo affermò ironicamente che Elisabetta guida uno Stato meglio di quanto non riesca a fare con una Land Rover.

 

 

In altri casi le gaffe hanno macchiato più che altro l’immagine dei suoi ospiti: campione in questo senso era George Bush Jr. In visita a Buckingham Palace, chiese cosa fosse uno strano disco con tre gambe, ma la Regina ribatté chiedendo che fosse Bush a spiegarlo, dato che era stato proprio un suo regalo.

Chiudiamo con un dettaglio molto particolare: spesso i gesti più piccoli di Sua Maestà contengono messaggi in codice per i suoi inservienti. L’uso della borsetta è di vitale importanza per comunicare segretamente con chi le sta intorno: se viene posta sul tavolo da pranzo, significa che la regina vuole andarsene; se invece se la passa da una mano all'altra allora Elisabetta vuole segnalare il desiderio che si cambi discorso. Insomma, non proprio l’angioletto in tailleur e cappellino che vuole far credere.

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