Titolo valido per il 2023

Emendamento per nominare Bergamo e Brescia capitale della cultura… “per legge”

È stato presentato al "Decreto Rilancio" dal deputato bergamasco Devis Dori (M5S) ed è stato approvato oggi (venerdì 3 luglio) in Commissione Bilancio alla Camera

Emendamento per nominare Bergamo e Brescia capitale della cultura… “per legge”
Bergamo, 03 Luglio 2020 ore 13:30

Il titolo di Capitale italiana della cultura 2023 a Bergamo e Brescia potrebbe essere assegnato “per legge”. E’ stato approvato oggi (venerdì 3 luglio) in Commissione Bilancio alla Camera, infatti, un emendamento presentato dal deputato pentastellato bergamasco Devis Dori al “Decreto Rilancio”, che prevede che i due capoluoghi ottengano il riconoscimento senza dover partecipare al bando dell’anno prossimo.

Bergamo e Brescia meritano di passare dallo status di città simbolo dell’emergenza sanitaria a quello di territori…

Pubblicato da Devis Dori su Venerdì 3 luglio 2020

«Bergamo e Brescia meritano di passare dallo status di città simbolo dell’emergenza sanitaria a quello di territori simbolo della bellezza e dalla rinascita del Paese – ha commentato il deputato Devis Dori -. Ecco perché con un emendamento a mia prima firma, in linea con la proposta lanciata dai sindaci, i due capoluoghi potranno subito fregiarsi del titolo di “Capitale italiana della cultura” per il 2023. Durante l’emergenza Covid, Bergamo, la mia terra, così come Brescia ed altre città italiane, hanno pagato un caro prezzo in termini di vite umane e di sofferenza. Fare di questi due territori un punto di riferimento culturale per un anno significa offrire un contributo concreto alla loro ripartenza. Arte, cultura, tradizioni e bellezza sono devono essere gli strumenti privilegiati con i quali ricostruire il tessuto sociale e ridisegnare il futuro della nostra penisola. Bergamo e Brescia, l’Italia intera, hanno resistito con orgoglio e tenacia nei momenti più bui, ora è il momento di ripartire con quanto di meglio possiamo offrire a noi stessi e al mondo: la bellezza».
L’idea della candidatura congiunta, fortemente simbolica e appoggiata anche dall’Anci, era stata presentata dai sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono, che avevano sottolineato come la cultura possa rappresentare una leva funzionale non soltanto alla rinascita delle due città particolarmente colpite dall’epidemia, ma anche al rilancio economico, turistico e ricettivo delle due provincie.

Adesso, sul cammino verso l’assegnazione del riconoscimento non ci sono praticamente più ostacoli e Bergamo e Brescia potrebbero già iniziare a lavorare al programma di eventi e iniziative. L’ultimo passaggio avverrà in Senato la prossima settimana, una volta che il decreto Rilancio avrà ottenuto il via libera.

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