Enigma

Un grido d’allarme dai genitori di Seriate: ma che scuola ci attende a settembre?

Oltre 700 rappresentanti dei Consigli d’istituto si sono rivolti a Mattarella (19 quelli bergamaschi), tra cui l’Aldo Moro e il Majorana. Daniele D’Alessandro: «Ad agosto ancora totale incertezza sulle modalità. Gestione paradossale». «Si rischia la riduzione del tempo didattico»

Un grido d’allarme dai genitori di Seriate: ma che scuola ci attende a settembre?
Seriate, 07 Agosto 2020 ore 13:46

di Federico Rota

La certezza, al momento, è che non ci sono certezze. A poco più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico mancano risposte esaurienti da parte del Governo per la ripresa in sicurezza delle lezioni il 14 settembre. Per questa ragione, oltre 700 rappresentanti dei Consigli di istituto delle scuole pubbliche italiane si sono rivolti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché si faccia garante della riapertura. Tra i firmatari della lettera inviata al Capo dello Stato, inoltrata per conoscenza anche al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e al Premier Giuseppe Conte, vi sono anche i rappresentanti di 19 istituti bergamaschi e, tra questi, quelli dell’Istituto comprensivo Aldo Moro e dell’Iiss Majorana.

«Abbiamo sottoscritto questo documento per urlare la nostra preoccupazione ma, purtroppo, il silenzio delle istituzioni lascia ben poco spazio all’ottimismo – sottolinea Daniele D’Alessandro, presidente del Consiglio d’istituto del Majorana -. Non è possibile che ad agosto ci sia ancora la più totale incertezza riguardo alle modalità con cui verranno organizzate le lezioni o le classi. Personalmente, mi sono sentito in dovere di firmare l’appello per poter tutelare il diritto fondamentale all’istruzione dei giovani. Ritengo che il Majorana sia una delle poche scuole che potrà gestire la riapertura, ma la modalità con cui Roma sta gestendo la situazione è a dir poco paradossale».

Il grido d’allarme è stato lanciato dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto dell’Emilia-Romagna, che negli ultimi mesi ha chiesto più volte di poter essere ammesso ai tavoli decisionali in quanto organo collegiale che rappresenta genitori, insegnanti e personale Ata. Nello specifico, i genitori sottolineano come le linee guida ad oggi formulate rischino di compromettere la formazione dei ragazzi. «Nelle ultime settimane – si legge nella lettera inviata al Quirinale -, si sono succedute dichiarazioni, anticipazioni, relazioni e bozze, fino all’emanazione del Piano Scuola da parte del Ministero che, però, non delinea un chiaro e valido quadro di riferimento e di responsabilità che possa tradursi in un piano operativo attuabile in tutte le scuole statali garantendo, in modo omogeneo e qualitativo, quanto necessario per una ripresa degna di questo nome».

«La scuola si è dovuta reinventare durante il lockdown, ed è stato merito di dirigenti, insegnati e ragazzi – aggiunge Riccardo Chigioni, presidente del Consiglio d’istituto dell’Ic Aldo Moro -. Viviamo in una situazione nebulosa. La nostra preoccupazione principale è legata agli spazi che potranno essere utilizzati dai ragazzi per le lezioni. Fortunatamente credo che il nostro istituto non avrà particolari problemi, perché le aule sono grandi. In ogni caso è stato deciso di spostare le classi quinte della elementare Cerioli all’ultimo piano dell’edificio della media Aldo Moro (le due scuole fanno parte dello stesso polo scolastico ndr) e di prorogare fino alla fine di settembre l’orario breve delle lezioni».

In virtù dell’applicazione del distanziamento sanitario di sicurezza, infatti, gli alunni iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado rischiano di andare incontro a «un misto di didattica a distanza e in presenza – prosegue la lettera -, alla riduzione delle unità didattiche anche fino a soli 40 minuti, all’accorpamento di più discipline, alla riduzione dei programmi curricolari e a doppi turni». I bimbi delle scuole primarie rischiano invece «l’accorpamento in gruppi di classi o di età diverse, finanche alla sciagurata riduzione del tempo didattico curricolare frontale effettivo»; per non parlare dell’assenza «di alcun riferimento alle scuole dell’infanzia».

I rappresentati degli organi collegiali esprimono preoccupazioni anche per quanto riguarda l’aspetto sanitario…

L’articolo completo e altre notizie su Seriate alle pagine 33 e 34 del PrimaBergamo in edicola fino al 20 agosto, oppure sull’edizione digitale QUI.

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