Una vergogna

Quelli che usano la tragedia di Bergamo per diffondere bufale no vax sul Coronavirus

L'ex giornalista Maurizio Blondet definisce «lugubre finzione cinematografica» le bare portate via dall'Esercito e correla i vaccini anti-meningite e anti-influenzali con l'attuale epidemia

Quelli che usano la tragedia di Bergamo per diffondere bufale no vax sul Coronavirus
26 Marzo 2020 ore 10:53

di Andrea Rossetti

Il servizio di Tg Leonardo (Rai3) del novembre 2015 sulla presunta correlazione tra un supervirus creato in laboratorio e il Covi-19 è soltanto l’ultima di una lunga serie di fake news circolate in queste settimane. Facile fare presa su una popolazione impaurita, soprattutto quando ciò che si sta fronteggiando è l’ignoto e gli stessi esperti, purtroppo, spesso non sono in grado di dare risposte certe a tante domande. Come spesso accade, però, la scienza ha la forza di smentire quantomeno le falsità. E così è stato, nel giro di poche ore, per il servizio di Tg Leonardo.

Dispiace constatare che anche Bergamo, città e provincia duramente colpita dall’emergenza Coronavirus, sia diventata centro di teorie complottiste e fantasiose visioni pseudo scientifiche. Davanti a una popolazione straziata dalle morti e impaurita da un’epidemia che pare non frenare mai, è facile fare breccia con connessioni che, scientificamente, non hanno alcun fondamento. Lo dimostra il fatto che, negli ultimi giorni, sono diversi i lettori che ci hanno segnalato un articolo (che volutamente non linkiamo) scritto da Maurizio Blondet, ex penna de Il Giornale, Avvenire e La Padania ora in pensione, gestore di un blog sul quale indaga circa le «trame dei poteri forti internazionali». E sul quale spesso fa disinformazione.

Maurizio Blondet

L’ex giornalista avvia il suo ragionamento da un convincimento vergognoso e poco rispettoso nei confronti dei tanti bergamaschi che stanno soffrendo per la morte di un loro caro: i mezzi dell’Esercito che portano via da Bergamo (e in questi giorni anche da diversi Comuni dell’hinterland) non sono altro che una messa in scena studiata per spaventare la popolazione. «Si tratta di una lugubre finzione cinematografica di propaganda nera, ovviamente fatta apposta per spargere il terrore», scrive Blondet. Che però non ha la minima idea di cosa stia vivendo Bergamo e la Bergamasca in queste settimane. Afferma senza sapere, scrive senza conoscere. O meglio, “tagliando” dal suo racconto quelle informazioni che non si adagiano alla perfezione sulla narrazione che lui vuole dare della vicenda. E così non si parla delle immagini delle bare nelle chiese, dei forni crematori attivi 24 ore su 24, dei decessi in impennata rispetto agli anni passati e della drammatica crisi che stanno vivendo le pompe funebri.

Una teoria imbarazzante (per lui, soprattutto) questa di Blondet, ma almeno facilmente confutabile con i fatti. Decisamente più subdola, e per questo più pericolosa, quella che invece afferma poco dopo nello stesso articolo: la correlazione tra i vaccini anti-meningite e anti-influenzali con l’elevato numero di contagi e di decessi per il Coronavirus in Bergamasca. Una teoria che, nel sottobosco no vax, si sta facendo sempre più spazio (ne ha scritto anche Open) e che si baserebbe su uno studio reso noto da un’associazione americana di militari veterani invalidi e condotto proprio su reduci militari americani invalidi e anziani. Nessuna pubblicazione ufficiale riscontrata, nessun articolo su riviste scientifiche internazionali. Giusto una fonte americana buttata lì per dare maggior forza alla propria narrazione. Andando più a fondo, si scopre che, in realtà, quello studio fa riferimento a un articolo pubblicato sul portale PubMed intitolato “Influenza Vaccination and Respiratory Virus Interference Among Department of Defense Personnel During the 2017-2018 Influenza Season”. Molti no vax lo citano, pochi lo hanno letto. Perché, se così fosse, saprebbero che nelle conclusioni si legge: «La ricezione della vaccinazione antinfluenzale non era associata all’interferenza virale tra la nostra popolazione. L’esame delle interferenze virali da parte di specifici virus respiratori ha mostrato risultati contrastanti». Insomma, non c’è alcuna prova. Zero.

Una discussione “no vax” su presunti collegamenti tra i casi di meningite a Bergamo e l’attuale epidemia (pubblicata da Open)

Ancor più insensata e priva di fondamenta scientifiche è poi la teoria che la diffusione del Coronavirus in Bergamasca sia stata “facilitata” dalla massiccia campagna di vaccinazioni contro la meningite avvenuta tra dicembre 2019 e gennaio di quest’anno. Per dirla in modo semplice: ogni vaccino è studiato per colpire e battere un determinato virus e quello per la meningite non ha alcuna correlazione con i coronavirus in generale. Senza contare, poi, che la campagna di vaccinazione contro la meningite ha riguardato aree della provincia che non coincidono con quelle dove il Covid-19 sta picchiando più duro e mietendo più vittime. Bufale e soltanto bufale, per definirle in modo educato. Ca***te che creano panico e sfiducia nelle autorità in un momento in cui, al di là di tutto, serve soltanto pazienza e tranquillità, per quanto possibile. E fa male vedere che il dolore di Bergamo venga vergognosamente utilizzato per raccontare panzane e fare pubblicità a ideologie assolutamente nocive.

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