Il report di Ats Bergamo

Vaccinazioni anti-Covid, a che punto siamo in Bergamasca (un po' indietro): i numeri

A oggi sono state effettuate 20.586 somministrazioni su 34.030 dosi arrivate. La prima fase si chiuderà a 61.000 somministrazioni su poco più di 30.000 soggetti. Siamo quindi a meno del 34 per cento

Vaccinazioni anti-Covid, a che punto siamo in Bergamasca (un po' indietro): i numeri
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Anche in provincia di Bergamo la campagna vaccinale anti-Covid ha subito un forte rallentamento a causa del taglio dei rifornimenti da parte della Pfizer. Lo ha confermato il direttore generale di Ats Bergamo Massimo Giupponi nella settimanale call con i sindaci nella quale è stato fatto il punto sul contagio in Bergamasca. Nella sola fase 1, riservata a sanitari e a ospiti delle Rsa del territorio, sono state somministrate meno del 34 per cento delle dosi necessarie a completare l’immunizzazione.

L’imbuto della seconda dose. A febbraio in arrivo altre forniture

Oltre al rallentamento delle forniture, inoltre, c’è anche un problema tecnico legato alla distribuzione di quelle che arrivano. È infatti necessario “fare cassetto” delle dosi in arrivo, e conservarle come seconde dosi per i pazienti che hanno già avuto la prima nelle scorse settimane: non c’è infatti possibilità di sgarrare sulla data di somministrazione di quest’ultima, che dev’essere effettuata il 21esimo giorno dopo la prima iniezione. Qualcosa però, annuncia Ats, sembra che si stia muovendo. Sono previste in consegna per il 14 febbraio 12.870 dosi.

«Vaccini in arrivo e ripresa della somministrazione delle prime dosi»

«Nell’ultima settimana c’è stata un’importante riduzione delle somministrazioni delle prime dosi di vaccino a causa dei problemi di approvvigionamento da parte di Pfizer, che ha generato una cautela da parte degli enti erogatori che hanno ridotto le somministrazioni per cercare di fare una scorta finalizzata a garantire le seconde dosi entro i 21 giorni - ha spiega Arrigo Paciello, direttore Settore farmaceutico Ats Bergamo e della campagna Covid -. L’Agenzia Europea dei Farmaci ha oggi specificato che la seconda somministrazione deve essere fatta al 21esimo giorno, senza alcuna flessibilità. Ieri (giovedì 28 gennaio, ndr) è arrivato il programma delle consegne: le seconde somministrazioni avverranno nei tempi previsti».

Fino a marzo si prosegue con la fase 1A

Solo con l’arrivo dei vaccini di Moderna si potrà pensare di estendere la campagna vaccinale al grosso della popolazione. Per ora, con le nuove forniture in arrivo da Pfizer si potrà però ricominciare a vaccinare i soggetti della prima fase, quella che riguarda il mondo sanitario. Ats Bergamo ha scritto alle tre Asst perché riprendano con le prime dosi, dando priorità alle Rsa e agli ospedali privati.

Poi la fase 1B (servizi essenziali e disabilità)

La fase 1A della campagna proseguirà quindi tra febbraio e marzo. «A inizio marzo ci sarà l’estensione alla fase 1B con il mondo della disabilità, i liberi professionisti della sanità e le categorie appartenenti ai servizi essenziali», ha continuato Ats.

La campagna di massa: gli over 80 dovranno aspettare marzo

Quanto alla vera e propria campagna di massa, sulla popolazione, non si partirà prima di marzo. E si comincerà dagli anziani. «Si spera di partire con gli over 80 già a marzo (ma sarà da verificare sulla base del programma delle dosi di marzo). Dipenderà molto anche dalla disponibilità del vaccino AstraZeneca che, dal punto di vista della catena del freddo è meno complesso».

Ma c’è un problema

Il vaccino di AstraZeneca tuttavia ha un problema: come Pfizer, ma a differenza di Moderna, prevede una doppia somministrazione, quindi «poco gestibile sulle somministrazioni domiciliari». Una volta perforati i contenitori, i vaccini devono essere somministrati entro sei ore. «Stiamo mappando i pazienti allettati per cercare di delineare una logistica che permetta di vaccinare nel giro di sei ore. Un problema sarà anche trovare sedi grosse per vaccinare il grosso della popolazione», ha spiegato l’Agenzia per la tutela della salute di Bergamo. Ecco quindi che la prima vera campagna di massa arriverà, forse, con la primavera.

Seconda fase di massa ad aprile

Da aprile, si spera, le cose potrebbero cambiare. Se ne sta già parlando, e a livello gestionale ci saranno due gruppi di lavoro.

«Si è svolto un incontro con l’assessore al Welfare Letizia Moratti sulla campagna anti-Covid. La gestione è a due livelli: uno regionale con un gruppo di lavoro per le linee guida comuni ed è stata chiesta ai Comuni una propria rappresentanza - ha detto il direttore generale di Ats, Massimo Giupponi -. C’è poi l’azione locale legata alla gestione programmatoria e operativa nella nostra provincia con un ruolo centrale di Ats e della conferenza dei sindaci nonché degli Ambiti e dei Distretti. I Comuni saranno maggiormente coinvolti nella seconda fase di vaccinazione massiva alla popolazione».

Cosa è stato fatto finora

A oggi, in provincia di Bergamo sono state effettuate 20.586 somministrazioni tra prima e seconda dose, su 34.030 dosi arrivate. Circa 13mila, come detto, sono ferme in attesa di essere somministrate come seconda dose, e quindi già prenotate. «Per chiudere la prima fase dobbiamo arrivare a 61.000 somministrazioni su poco più di 30.000 soggetti». Siamo quindi a meno del 34 per cento.

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