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Vaccinazioni anti-Covid all’Humanitas Gavazzeni e Castelli, le testimonianze dei medici

Dopo le prime 60 vaccinazioni di venerdì scorso (8 gennaio), la campagna vaccinale è entrata nel vivo ieri, martedì 12 gennaio.

Vaccinazioni anti-Covid all’Humanitas Gavazzeni e Castelli, le testimonianze dei medici
Cronaca Bergamo, 13 Gennaio 2021 ore 10:40

Dopo le prime vaccinazioni di venerdì scorso (8 gennaio), effettuate a 60 persone tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, la campagna vaccinale contro Covid-19 all’Humanitas Gavazzeni e Castelli è iniziata a pieno titolo martedì 12 gennaio. Tra i primi a ricevere il siero i professionisti impegnati nelle cure dei pazienti fragili, ad esempio quelli onco-ematologici, nelle procedure ad alto rischio di contagio e, ovviamente, quelli particolarmente esposti al virus, come le équipe che prestano servizio nell’Emergency Center, in terapia intensiva e nel reparto di medicina d’urgenza.

«Riceveremo un minimo di 300 dosi alla settimana – spiega Massimo Castoldi, direttore sanitario di Humanitas Gavazzeni e Castelli –. Siamo organizzati per procedere rapidamente e abbiamo riscontrato grande entusiasmo tra gli operatori sanitari. Nei prossimi giorni vaccineremo tutti i professionisti delle strutture Humanitas con un forte impegno organizzativo per rendere l’ospedale sempre più sicuro e per proteggere i nostri pazienti».

Il numero di fiale Pfizer-BioNTech è legato alla disponibilità delle dosi fornite da Regione Lombardia attraverso l’Hub di riferimento, l’Asst Papa Giovanni XXIII. «Il vaccino rappresenta l’unica scelta razionale per combattere il contagio – aggiunge il direttore scientifico Emilio Bombardieri –. Ci sono persone che hanno paura degli effetti secondari, ma ricordiamo che i vaccini, come del resto tutti i farmaci, prima di essere messi a disposizione, vengono testati da agenzie secondo rigidi e severi protocolli. Quindi sono sicuri».

«Sono felice ed emozionata nell’essere testimone di questo importante traguardo – racconta Annamaria Margadonna, coordinatrice infermieristica Anestesia e Terapia intensiva -. Vaccinarsi, per chi come me ha vissuto la fase più dura dell’emergenza sanitaria nelle corsie dell’ospedale e in terapia intensiva, è soprattutto un segno di rispetto nei confronti di quello abbiamo vissuto a Bergamo. Questo vaccino rappresenta la nostra voglia di ritrovare una nuova normalità, un gesto doveroso per noi stessi e per i nostri pazienti».

Dal 21 febbraio a maggio del 2020 tutto il personale dell’Humanitas Gavazzeni è stato impegnato per fronteggiare la prima ondata di Covid-19, curando oltre 1.000 pazienti. Ancora oggi l’ospedale ne accoglie tredici. «Siamo protagonisti di un importante traguardo scientifico che ci infonde una grande speranza – concludono Luca Usai e Vincenzo Ruggiero Perrino, dell’unità di Ortopedia e Traumatologia della Gavazzeni, che durante la primavera si sono messi al servizio nei reparti Covid -. Dal punto di vista medico vaccinarsi è un dovere deontologico, a tutela nostra e dei pazienti».

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