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Vaccinazioni anti-Covid: tra i primi bergamaschi Lorini, direttore della terapia intensiva del Papa Giovanni

Intervistato da Repubblica sottolinea: «Il vaccino è la luce in fondo al tunnel»

Vaccinazioni anti-Covid: tra i primi bergamaschi Lorini, direttore della terapia intensiva del Papa Giovanni
Cronaca Bergamo, 23 Dicembre 2020 ore 10:21

Tra i primi 50 medici bergamaschi a cui verrà inoculato il vaccino sviluppato dalla Pfizer-Biontech domenica 27 dicembre ci sarà anche il dottor Luca Lorini, il direttore del dipartimento di emergenza, urgenza e area critica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. Il dottor Lorini è stato uno dei volti simbolo della prima ondata del contagio, a capo di un reparto di terapia intensiva letteralmente sommerso dai malati nei mesi bui di marzo e aprile.

È lui stesso a darne notizia, in un’intervista pubblicata dal quotidiano la Repubblica, spiegando che al Papa Giovanni arriveranno inizialmente venti vaccini. Per quello che è stato definito come il V-Day europeo, anche nella Bergamasca sono state scelte le persone più rappresentative. L’obiettivo è sensibilizzare e motivare la gente a vaccinarsi, rilanciando l’appello a credere nella scienza e nella ricerca sostenuto in questi giorni dai più noti divulgatori scientifici, medici e ricercatori. Ma Luca Lorini non si vaccinerà soltanto per veicolare un messaggio positivo. «Lo faccio perché il vaccino è la luce in fondo al tunnel», sottolinea

Dall’intervista traspare anche un certo ottimismo per ciò che il 2021 potrebbe rappresentare. Secondo il dottor Lorini una grande fetta della popolazione sarà coperta, contando sia i vaccinati sia chi ha contratto l’infezione ed è guarito. Storicamente, poi. le grandi pandemie si estinguono nel giro di due anni.

Infine, non risparmia un’osservazione critica rispetto alle posizioni di negazionisti e no-vax. «Non condivido il pensiero di un negazionista o un no-vax, ma lo rispetto. Però vorrei che lui nella sua scelta rispettasse gli altri, cioè noi. Se si ammala non deve venire in ospedale. Pensi di non avere il virus? Sei libero di ammalarti e anche di morire, ma non di togliere un posto letto a chi non è andato in giro senza mascherine a gridare contro la polizia. Uguale col vaccino. Non vuoi vaccinarti? Ok. Ma se ho un posto libero in reparto, lo do a chi crede nel vaccino».