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Proteggersi dall'influenza

Regione ha detto alle farmacie bergamasche che non può dare loro dosi di vaccino

Lo ha reso noto Federfarma Bergamo: non sarà disponibile alcuna dose per tutta la campagna vaccinale perché il Pirellone non è stato in grado di acquistare le dosi necessarie

Regione ha detto alle farmacie bergamasche che non può dare loro dosi di vaccino
Cronaca 02 Dicembre 2020 ore 19:36

«Dopo diversi confronti con Federfarma, Regione Lombardia ha comunicato in queste ore che non potrà fornire vaccini antinfluenzali alle farmacie convenzionate per poterli dispensare alla popolazione attiva». Bastano tre righe scritte in un comunicato da Federfarma Bergamo a certificare come il piano vaccinale preparato dal Pirellone sia stato un completo insuccesso. Nonostante le numerose dichiarazioni rassicuranti dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, la realtà dei fatti è che la Regione non è stata in grado di reperire le dosi necessarie a coprire il fabbisogno della popolazione e chi non è stato vaccinato dal proprio medico o dalle Asst può dire addio alla possibilità di essere vaccinato contro l’influenza. A meno che non si rivolga ai privati a pagamento.

Nelle farmacie bergamasche, infatti, oltre che in tutte quelle lombarde, non sarà disponibile nemmeno una dose di antinfluenzale per tutta la campagna vaccinale. «Le farmacie bergamasche sono senza colpe – sottolinea Federfarma Bergamo -, messe in condizioni di non poter effettuare il servizio di dispensazione del vaccino, diversamente dagli anni precedenti. Restano impegnate ad assicurare ogni forma di assistenza possibile, in questo difficile momento, come già dimostrato nelle dolenti difficoltà della scorsa primavera».

Il 4 agosto scorso il Ministero della Salute abbia inviato alle Regioni una serie di raccomandazioni per la gestione della campagna contro l’influenza, ribadendo più di una volta l’importanza di arrivare alla massima copertura delle fasce della popolazione più a rischio, anche in previsione della co-circolazione dell’influenza e del Covid.

Alla luce di queste raccomandazioni Federfarma Nazionale già nei mesi estivi aveva espresso il timore di non poter disporre dei vaccini necessari alle persone non rientranti nelle fasce a rischio, il cui fabbisogno per il 2020 era stato stimato in circa 1,2 milioni di dosi. Una preoccupazione suffragata dall’avvio tardivo dei bandi di gara da parte delle Regioni. Ritardi che sono diventati sempre più evidenti, soprattutto in Lombardia, tanto che lunedì si è chiusa una gara lampo indetta nel disperato tentativo di recuperare ulteriori 700 mila vaccini. Arrivati a questo punto però l’esito pare scontato.