Cronaca
a febbraio 2020

Zona rossa in Val Seriana, secondo Crisanti si sarebbero potute evitare tra le 2 e le 4 mila vittime

La stima trapelata sarebbe contenuta nella relazione consegnata dal microbiologo ai magistrati bergamaschi: «Sulla zona rossa emerse criticità»

Zona rossa in Val Seriana, secondo Crisanti si sarebbero potute evitare tra le 2 e le 4 mila vittime
Cronaca Val Seriana, 15 Gennaio 2022 ore 10:18

Se la zona rossa a Nembro e Alzano fosse stata istituita tempestivamente si sarebbero potute evitare tra le duemila e le quattromila vittime in Val Seriana.

È l’indiscrezione trapelata ieri, venerdì 14 gennaio, dopo che Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova, ha consegnato ai magistrati bergamaschi la propria maxi consulenza nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del Covid. Come ammesso da Cisanti, infatti, nella relazione è presente una stima sulle vittime che si sarebbero potute evitare, anche se il microbiologo non si è lasciato sfuggire alcun numero. «Non posso dire nulla», ha risposto ai giornalisti all’esterno della Procura.

Andrea Crisanti

Ma con il passare delle ore questa forbice è trapelata ugualmente; una cifra che aggiunge un ulteriore tassello utile per comprendere la portata della pandemia in Bergamasca, la provincia che ha visto l’aumento della mortalità più alto al mondo e contato circa 6.200 vittime in più rispetto alla media degli anni precedenti. Nella maxi consulenza di Crisanti sarebbero ricapitolate giorno per giorno le vittime evitabili, dal momento in cui si ebbe conferma dei primi casi nel nostro Paese, inoltre, l’andamento dei decessi sarebbe stato confrontato con diversi fattori, tra cui la sieroprevalenza ossia la diffusione del virus nella popolazione.

La perizia di Crisanti, al quale era stato assegnato l’incarico di consulente tecnico, servirà agli inquirenti per stabilire eventuali responsabilità di Regione Lombardia o del Governo e per chiarire gli interrogativi rimasti aperti anche in merito alla non applicazione del piano pandemico e alla gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo quando venne diagnosticato il primo caso di Covid in provincia, il 23 febbraio 2020.

«Sono emerse delle criticità per quello che concerne l’istituzione e la tempistica della zona rossa e per l’applicazione del piano pandemico nazionale – ha aggiunto -. Sono emerse criticità molto minori per quanto concerne la gestione dell’ospedale di Alzano». La settimana prossima Crisanti sarà nuovamente a Bergamo, per illustrare nel dettaglio ai magistrati.