Preziosi reperti

Donazione eccezionale: alla Parrocchia di Gandino il guardaroba del Beato Innocenzo XI

Dal Palazzo Odescalchi di Roma trasferiti in Val Seriana gli abiti del Pontefice: sua madre Paola Sofia Castelli era del paese

Donazione eccezionale: alla Parrocchia di Gandino il guardaroba del Beato Innocenzo XI
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di Giambattista Gherardi

Una donazione eccezionale, che rafforza un legame nato oltre quattro secoli fa e che arricchisce ulteriormente l'incredibile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso della comunità di Gandino.

Oggi (sabato 8 giugno), nell'Auditorium Maconi del Centro Pastorale, è stata presentata la dotazione di abiti, non solo religiosi, appartenuta al Beato Papa Innocenzo XI e donata a Gandino dalla nobile famiglia Odescalchi, che la conservava nel proprio palazzo di Roma. Dopo le parole introduttive di Antonio Savoldelli a nome degli Amici del Museo e del prevosto don Ferruccio Garghentini, a segnalare l'iter che ha portato a Gandino il prezioso guardaroba pontificio è stato Francesco Rizzoni, rettore del Museo e custode della Basilica.

«Sono stati due anni di fitte relazioni - ha spiegato Rizzoni - e a rassicurare la famiglia Odescalchi è stata la storia stessa di Gandino, della sua Basilica (la prima a ricevere tale titolo in Diocesi) e del suo Museo. Tutta la donazione si compone di un centinaio di pezzi (principalmente in seta) a partire dall'età giovanile e sino all'elezione al soglio pontificio».

Il Beato Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi, nacque a Como nel 1611 da antica e nobile famiglia. Si laureò a Napoli, in diritto Civile e Canonico. Recatosi a Roma, ricevette incarichi in Curia, fu nominato legato a Ferrara e creato cardinale. Eletto alla Chiesa di Novara, vi operò come vescovo buono e premuroso. Assunto, nel 1676, al supremo ufficio pastorale, si distinse per austerità di vita e semplicità evangelica. Ardente di zelo apostolico, promosse l’attività missionaria nella Americhe e in Oriente e lavorò per il ritorno dei protestanti. Inflessibile nel difendere i diritti della Chiesa contro le usurpazioni del potente re di Francia, seppe radunare i principi cristiani attorno alla causa della difesa dell’Europa dal pericolo turco. Nel 1683 istituì la festa del Nome di Maria come ringraziamento per la vittoria riportata nella battaglia di Kahlenberg, alle porte di Vienna (12 settembre). Tra le sofferenze fisiche e continue difficoltà, la sua virtù brillò fino alla morte, sopraggiunta il 12 agosto 1689.

Il legame con Gandino del Beato Innocenzo XI è per parte materna. Nel 1569 si celebrarono a Gandino, con grande sfarzo, le nozze fra Nicola Castelli e Giulia Giovanelli. Da quell’unione nacquero quattro figli, fra i quali anche Paola Sofia, nata nel 1577. Paola Castelli sposò nel 1594 Livio Odescalchi di Como, discendente di una nobile famiglia di setaioli. All’origine dell’unione probabilmente il comune interesse in campo tessile delle famiglie. Il 16 maggio 1611 nacque Benedetto, che il 21 settembre 1676 fu eletto Papa con il nome di Innocenzo XI e beatificato il 7 ottobre 1956 da Pio XII.

Le origini gandinesi del Pontefice furono confermate dalle ricerche d’archivio del compianto mons. Francesco Ghilardi, morto nel 2004, che ritrovò a Gandino l’atto di battesimo originale di Paola Castelli dopo aver letto un articolo riguardo il Beato su L’Osservatore Romano, cui segnalò la notizia. È pressoché certo che Papa Odescalchi trascorse a Gandino numerosi periodi di vacanza in età giovanile.

A Gandino sono conservate alcune reliquie relative al Beato Innocenzo XI, contenute in un reliquiario donato alla parrocchia da mons. Ghilardi.

Nel 2011, in coincidenza con il quarto centenario della nascita di Innocenzo XI, fu ospite a Gandino l'allora vescovo di Como, mons. Diego Coletti. In Basilica fu allora allestita una mostra documentale. Il Comune di Gandino ha dedicato a Papa Innocenzo XI la principale via che conduce a Cazzano Sant'Andrea.

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