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Una galleria d’arte contemporanea sul Sentierone, dove c’era la Bianchi

Ad aprirla l’ex arbitro Mario Mazzoleni, titolare dell’omonima fondazione con sede ad Alzano. Che punta molto sulla pop art di Andy Warhol (ma non solo)

Una galleria d’arte contemporanea sul Sentierone, dove c’era la Bianchi
Cultura Bergamo, 15 Novembre 2021 ore 01:15

La fine dei lavori di rimessa a nuovo del centro piacentiniano si affiancano a una serie di annunci sulla nuova vita delle vetrine sul Sentierone. Il bar Nazionale dovrebbe riaprire in primavera con una gestione tutta bergamasca, mentre gli spazi che ospitavano le biciclette della Bianchi (con tanto di officina) andranno appannaggio dell’arte contemporanea, pop part di Andy Warhol in primis.

Al posti delle stupende biciclette bergamasche, dal prossimo 4 dicembre, arriveranno i capolavori della pop art di Andy Warhol, e opere di arte contemporanea in generale. Nei 300 metri quadri distribuiti su tre piani, come scritto ieri dal Corriere della Sera Bergamo, troverà posto una galleria di Mario Mazzoleni, ex arbitro di Serie A, che già opera da decenni con la fondazione che porta il suo cognome e che ha sede ad Alzano.

 

A Mazzoleni l’idea è arrivata nel modo più semplice possibile: ha visto le vetrine vuote, con tanto di numero da chiamare, e lo ha chiamato. A Francesco Perolari, di Immobiliare Fiera (società proprietaria dei muri), la proposta è piaciuta. «Punto sulla novità e soprattutto sulla qualità ed esclusività delle opere che andrò ad esporre, da Andy Warhol a Rabarama, da Dalì a Meggiato», ha chiarito Mazzoleni, che qualche anno fa aveva affittato con successo, ma solo per qualche mese, un piccolo spazio espositivo sulla Corsarola.

A proposito di bar Nazionale: i locali, in prima battuta, erano stati offerti a Mazzoleni, ma poi non se n’è fatto nulla.

Mazzoleni, tra l’altro, ha esposto in questi anni anche una collezione di Dalì (in molte sedi di prestigio, tra cui il castello di Pagazzano): le cento xilografie acquerellate che narrano tramite immagini le tre cantiche dantesche. Titolo dell’esposizione: “La Divina Commedia  interpretata da Dalì”.