La manifestazione

Brembate Sopra, quarto presidio di protesta dei lavoratori di Fondazione Casa Serena

Si è tenuto dalle 13 alle 15 di oggi, lunedì 3 luglio, di fronte all'ingresso della sede della onlus, in via Giovanni XXIII

Brembate Sopra, quarto presidio di protesta dei lavoratori di Fondazione Casa Serena
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Quarto presidio di protesta a opera di un gruppo di lavoratori della Fondazione Casa Serena onlus di Brembate Sopra: si è tenuto dalle 13 alle 15 di oggi, lunedì 3 luglio, di fronte all'ingresso della sede di via Giovanni XXIII. La mobilitazione è iniziata il 26 maggio: dieci giorni prima, un confronto fra le parti in Prefettura si era concluso con un mancato accordo. Poi un secondo presidio - il 9 giugno - e un terzo, il 23.

Il motivo di tali proteste è legato all'intenzione della Fondazione di cedere a una cooperativa tutti i propri lavoratori e dunque tutte le proprie mansioni socio-assistenziali, dalle cure quotidiane in Rsa alle cure primarie del nucleo Alzheimer, fino ai servizi sul territorio di Rsa Aperta, alla Sad, all'Ucp-Dom (cure palliative) e gli ambiti fisioterapici. Un primo, importante risultato si è ottenuto nelle scorse settimane, con lo slittamento di qualche mese (presumibilmente in autunno) del temuto passaggio che era stato inizialmente annunciato come operativo a partire dal 1° giugno.

La direzione della Fondazione aveva motivato la volontà di esternalizzazione con l'urgente necessità di ristrutturazione dell'edificio e la costruzione ex novo di una palazzina all'interno dell'adiacente parco. Interventi definiti troppo onerosi per la Rsa che, a seguito della cessione del personale, avrebbe potuto accedere più facilmente ai finanziamenti necessari per la realizzazione delle opere, stando a quanto spiegato dalla direzione.

«Da una recente assemblea che la direzione ha avuto con i lavoratori, però, è emerso che non è stato accordato alcun permesso per la costruzione entro il perimetro dell'attuale struttura - hanno sottolineato le sindacaliste di Fp-Cgil e Cisl-Fp di Bergamo - e che ora l'intenzione è quella di costruire un nuovo stabile altrove».

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