In calo

La demografia penalizza l’impresa giovanile: giù del 2,5 per cento

Lo evidenzia la Camera di commercio di Bergamo nel suo ultimo rapporto, che prende in esame l'arco del decennio che va dal 2013 al 2022

La demografia penalizza l’impresa giovanile: giù del 2,5 per cento
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Le imprese giovanili bergamasche sono in calo: lo evidenzia la Camera di commercio di Bergamo nel suo ultimo rapporto, che prende in esame l'invecchiamento demografico, l'andamento delle iscrizioni e delle cessazioni di imprese giovani (tra i 18 e i 35 anni) nell'arco del decennio che va dal 2013 al 2022.

Con una coorte di 7.423 effettivi le imprese giovanili bergamasche rappresentano ben il 9 per cento delle imprese attive iscritte alla Camera di commercio, tuttavia la loro consistenza è calata del 2,5 per cento rispetto all’anno prima. L’andamento decrescente è visibile ancor più nella dinamica dell’ultimo decennio, salvo l’eccezione del 2021 quando i provvedimenti pubblici di ristoro post-pandemia, hanno determinato l’incremento delle iscrizioni e il congelamento delle cessazioni.

Collegamento tra demografia e imprese

Sebbene lo stesso andamento decrescente lo si riscontra nel complesso delle imprese attive, sono quelle giovanili ad aver subito i decrementi più accentuati.

«Dato che le imprese giovanili si definiscono in base all’età dei loro componenti - si legge nel rapporto - è importante mettere in relazione questi dati con l’andamento demografico della popolazione. Infatti, se si riduce la quota dei giovani ci sarà meno disponibilità dell’ingrediente fondamentale che costituisce l’impresa giovanile, in particolare per assicurare il rimpiazzo di quelle imprese che, con il passare del tempo, perdono la qualifica per l’invecchiamento dei loro componenti».

Parlando di giovani, questi sono diminuiti fino al 2017 per poi continuare sostanzialmente stabili fino al 2022. La quota è cresciuta nell’area urbana di quasi 2 punti percentuali, a discapito soprattutto della pianura (-1 per cento) e poi della montagna e della collina. Non a caso è la pianura ad aver accusato il calo maggiore di imprese giovanili, mentre nell’area urbana è stato il più lieve. Comunque sia, alla fine del decennio il 31 per cento delle imprese giovanili attive aveva sede in pianura, a seguire l’area urbana (30 per cento), la collina (22 per cento) e infine la montagna (17 per cento).

In montagna più imprese giovanili

La propensione all’imprenditorialità giovanile, misurata tramite il rapporto di imprese giovanili per ogni 100 giovani, è pari a 3,6 nella provincia bergamasca, contro il 3,8 della Lombardia e il 4,2 dell’Italia. È la montagna bergamasca a presentare il valore maggiore, seguita dall’area urbana, dalla collina e dalla pianura. Nel decennio la densità imprenditoriale giovanile è venuta calando.

Nel 2022 le iscrizioni delle imprese giovanili in provincia di Bergamo sono state 1.531, giù del 6,2 per cento rispetto all’anno precedente. Hanno rappresentato il 30 per cento delle iscrizioni complessive: un dato che tuttavia è venuto calando nell'arco del decennio.

Il tasso di natalità ha un andamento decennale complessivamente discendente, ma lo stesso si può dire per il totale delle imprese. 702 sono state invece le cessazioni, in aumento del 27 per cento rispetto all’anno precedente, riferite sia alla perdita della qualifica per il superamento dei limiti di età, sia a vera e propria cessazione dell’impresa. Il tasso di mortalità nell’ultimo anno è abbastanza allineato al valore regionale ma superiore a quello nazionale.

Più imprese nei servizi

Rispetto al campo di attività, tra le 7.423 imprese giovanili attive a fine 2022, la maggior parte si concentra nei servizi con un’incidenza percentuale del 45 per cento; a seguire la manifattura (26 per cento), il commercio (22 per cento) e l’agricoltura (7 per cento). Nel decennio il tasso annuo di crescita composto registra un valore positivo nell’agricoltura, ma negativo soprattutto per la manifattura e poi per il commercio e i servizi.

Rispetto alla natura giuridica, a fine 2022 tre imprese giovanili bergamasche su quattro sono imprese individuali, mentre una su cinque è una società di capitali. Queste ultime sono concentrate nell’area urbana mentre la montagna detiene la maggiore incidenza di imprese individuali.

«Le imprese giovanili sono calate negli ultimi dieci anni, cosa che si è verificata anche per il totale delle imprese - commenta il presidente Carlo Mazzoleni -. La loro maggiore velocità di decrescita può essere letta in relazione all’evoluzione demografica. È nella montagna bergamasca che si riscontra il valore maggiore di propensione all’impresa giovanile, positivo segnale di intraprendenza laddove il territorio offre meno alternative».

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