Rischio chiusura

Trèves di Cazzano Sant'Andrea, annunciati scioperi e intervento Rsu il Primo Maggio

Sia ieri (29 aprile) che oggi sciopero a inizio turno, invece giovedì il secondo incontro con Confindustria. Potrebbero perdere il lavoro 40 persone

Trèves di Cazzano Sant'Andrea, annunciati scioperi e intervento Rsu il Primo Maggio
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Alla vigilia del Primo Maggio è di nuovo sciopero di un’ora oggi (martedì 30 aprile), come è avvenuto anche ieri all'inizio di ciascun turno, alla Trèves Italia di Cazzano Sant’Andrea.

Scioperi e intervento al Primo Maggio

L’azienda tessile il 22 aprile aveva annunciato l’intenzione di chiudere lo stabilimento bergamasco, mettendo a rischio tutti i quaranta posti di lavoro di quel sito. La prospettiva sembra essere quella di una conclusione dei contratti in somministrazione entro oggi, 30 aprile, e di una chiusura dello stabilimento di Cazzano a fine luglio.

L’assemblea dei lavoratori, riunita in sessione straordinaria proprio nella serata del 22 aprile, aveva votato all’unanimità l’apertura dello stato di agitazione, con la proclamazione di un pacchetto di scioperi, poi svolti mercoledì 24, venerdì 26 aprile e, appunto, ieri e oggi. Tutti i lavoratori saranno presenti alla manifestazione di domani in piazza Vittorio Veneto a Bergamo per il Primo maggio. Sul palco, per rappresentare tutti i dipendenti, salirà anche una lavoratrice delegata Rsu.

La vicenda dello stabilimento

La multinazionale Trèves aveva rilevato la Roi Automotive Technology srl di Cazzano nel 2021. Secondo le dichiarazioni dell’azienda, resterà aperto il sito di Aprilia, in provincia di Latina, attivo insieme a quello di Cazzano nella produzione di tappetini e cappelliere per auto, principalmente per Stellantis. L’intenzione di chiudere il sito bergamasco è motivata dal calo dei volumi produttivi di Mirafiori e dallo spostamento dell’asse dei progetti acquisiti da Trèves Italia sugli stabilimenti Stellantis di Melfi, Cassino e Pomigliano che scontano una lontananza geografica con il polo produttivo bergamasco.

«Per giovedì 2 maggio è fissato il secondo incontro con l’azienda in Confindustria - hanno annunciato Milena Occioni di Femca-Cisl e Giuseppe Errico di Filctem-Cgil di Bergamo -. Torniamo a sottolineare che siamo ben consapevoli delle ricadute del calo di volumi di Mirafiori ma al tempo stesso riteniamo che l’incertezza attuale del comparto automotive e del suo indotto porti necessariamente a dover fare delle valutazioni ben più caute. Ad oggi ci risulta che Mirafiori stia utilizzando un contratto di solidarietà. Avremmo ritenuto più congruo utilizzare lo stesso strumento anche per Trèves Italia».

L’intenzione dell’azienda è quella di attivare fino alla fine dell’anno una cassa integrazione straordinaria per chiusura di attività, accompagnata da incentivi all’esodo e politiche attive per la ricollocazione.

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