L’appuntamento

26 ore di corsa, 138 km e 10.500 metri di dislivello: le Orobie tutte d’un fiato di Marco Zanchi

Al centro don Stefano Palla di Piazza Brembana il 43enne di Cene presenterà il docufilm sulla sua incredibile avventura. Venerdì 24, invece, proiezione all’Orobie Film Festival

26 ore di corsa, 138 km e 10.500 metri di dislivello: le Orobie tutte d’un fiato di Marco Zanchi
Val Brembana e Imagna, 22 Gennaio 2020 ore 12:11

di Angelo Corna

Il Sentiero delle Orobie, o Alta Via, è un tracciato montano che collega i diversi rifugi e i bivacchi dislocati nella provincia di Bergamo. Un percorso che copre una lunghezza di oltre 150 km, diviso in due tronchi principali: il primo, conosciuto come occidentale, vede il suo via da Cassiglio per concludersi, dopo sei tappe, al rifugio Fratelli Calvi; il secondo, l’orientale, inizia da Valcanale e raggiunge dopo otto tappe il Passo della Presolana. Percorrere questo sentiero, che si snoda tra le montagne e i rifugi più belli della nostra provincia, richiede costanza e allenamento. Figuriamoci percorrerlo… tutto d’un fiato. È proprio questo il titolo del video-racconto che Marco Zanchi, ultrarunner di Cene, 43 anni, professione calzolaio ma da sempre legato alle Orobie, presenterà a tutti gli appassionati di montagna nella serata di giovedì 23 gennaio. L’appuntamento è presso la sala riunioni del centro don Stefano Palla, a Piazza Brembana. Un viaggio passo dopo passo tra le montagne, ma anche un percorso di ricerca della storia e dei protagonisti che, per primi, hanno tracciato questi sentieri.

«Pratico questo sport ormai da più di vent’anni – racconta Zanchi -. Una passione che mi ha portato a partecipare a vari Ultra Trail per l’Italia. L’idea di attraversare le Orobie “d’un fiato” c’è sempre stata, ma si è concretizzata solo negli ultimi anni. Non è mai stata pensata come la ricerca di un record, bensì come una sorta di tributo alle nostre montagne, il tutto attraverso un racconto che, passo dopo passo, parla della loro storia e della loro bellezza».

Un progetto che si è concluso tra il 6 e il 7 luglio del 2019 e che ha portato l’atleta bergamasco a percorrere un viaggio in solitaria tra rifugi e montagne. I due Sentieri delle Orobie si sono così uniti in un unico percorso, l’Alta Via, mappata da un tracciato Gps. Ne è nato un concatenamento che si è concluso dopo 26 ore di corsa, per un totale di 138 km e 10.500 metri di dislivello positivo. «Ho iniziato con alcune prove dei tracciati e le ricerche sono poi continuate preso la biblioteca del Cai di Bergamo – spiega Zanchi -. I percorsi sono diventati una ricerca tra presente e passato: ne è emersa la storia dei rifugi, informazioni sui primi pionieri che anni fa avevano tracciato il percorso, aneddoti e tanto altro. Ho deciso di raccontare tutto in un film, un viaggio tra il passato e il presente. La regia è di Stefano Vedovati e tutto è stato fatto a chilometro zero, realizzato dagli amici che mi hanno supportato non solo sul percorso, ma anche nelle riprese e successivamente nel montaggio dei filmati».

Un viaggio tra la bellezza e il fascino delle montagne. Che, in questo caso, sono quelle di casa. Un secondo appuntamento con Orobie d’un fiato è per venerdì 24 gennaio, nel corso della rassegna Orobie Film Festival presso il Cineteatro Gavazzeni di Seriate.

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