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Non vorrete mica perdervi Expo! Dritte e consigli per i ritardatari

Non vorrete mica perdervi Expo! Dritte e consigli per i ritardatari
15 Ottobre 2015 ore 06:20

Davvero volete passare i prossimi anni con il rimpianto di essere vissuti nell’era di Expo 2015 e di non averci messo piede? Avete meno di venti giorni di tempo per rimediare. Giorni che son tutti buoni, perché non è più il caso di fare calcoli: ormai sono tutti uguali e tutti felicemente stracolmi di pubblico. Il consiglio per gli incerti o per i tanti che non hanno una giornata da “buttare” è quello di prendersi una sera. L’importante è respirare quell’aria, mettere piede sul decumano, fare struscio tra quei padiglioni che sembrano piovuti dal cielo un po’ come creature bizzarre. Conta esserci stati, aver capito quanto è complessa e affascinante la macchina che regola quella città che fra venti giorni è destinata a chiudere i battenti. Conta aver condiviso la soddisfazione della gente che lo visita, un po’ come se tutti fossero per una sera o giorno tornati bambini, un po’ per l’orgoglio di essere parte di un Paese che è stato capace di allestire questa grande macchina praticamente senza difetti.

 

[Clicca sull’immagine per scoprire come raggiungere Expo]

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Come e quando andare e parcheggiare. Per venire ai consigli “tecnici” che possono vincere le ritrosie, eccone alcuni essenziali. Innanzitutto per capire e respirare Expo bastano anche tre ore. Quindi una serata, senza neppure l’ansia di farsi trovare ai cancelli alle 18, ora fatidica in cui scatta il biglietto a 5 euro. Esempio: partite da Bergamo alle 18, se non trovate intralci di traffico alle 19.30 siete ai tornelli. Il consiglio è di lasciare l’auto al grande parcheggio di Lampugnano, appena fuori da Milano Certosa (e se a Sesto sono annunciate code, prendete la Tangenziale Nord, che è sempre più fluida). Da lì in 15 minuti di metropolitana siete alla meta.

Quali padiglioni preferire. Una volta dentro, il consiglio è di non farvi prendere dall’ansia dei padiglioni, girate senza obiettivi e fiondatevi là dove non ci sono code o dove vedete cose che vi incuriosiscono. Se proprio volete un suggerimento, non perdetevi il Padiglione Zero, vera summa tematica di questa Expo, che sta proprio all’ingresso di chi arriva con metropolitana. È grande, largo, se anche c’è coda va avanti molto veloce. Ed è una bella prova di applicazione di tecnologie spettacolari ad uno percorso emozionante e molto formativo. All’inizio del Decumano, vero cuore di questa Expo, viale lungo, largo, in grado di far spazio a tutti, trovate il fac simile della Madonnina del Duomo: una prima idea per un selfie. Il padiglione del Brasile è uno di quelli belli è abbastanza praticabile, perché “inghiotte” tanta gente, che si diverte sull’immensa rete sospesa per 150 metri. Per lo spettacolo dell’Albero della Vita non ci sono mai problemi di spazio, al limite lo si vede da lontano.

 

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[Il padiglione dell’Austria]

 

Ma se volete un consiglio per spiazzare chi vi chiederà le vostre impressioni, andate al padiglione Austria, forse il più azzeccato di questa Expo, candidato con il vicino padiglione del Cile (che però la sera è chiuso) a vincere il premio per migliore padiglione il prossimo 31 ottobre. Hanno portato un intero bosco, e ci si cammina in mezzo come se si fosse in montagna. Da fuori si legge il grande neon con la scritta “Breathe Austria”, dentro in effetti si respira illusione di gita. Appena prima incontrate il padiglione inglese, altro luogo non sotto assedio. Entrerete in un gigantesco alveare, per sentirvi ape.

E il cibo? Quanto al mangiare non ci sono problemi. Tutti hanno qualcosa da farvi mettere sotto i denti. Comunque, vi avevamo già dato qualche dritta qui.

Guardatela dall’alto. Infine un consiglio: mirate a qualche padiglione con terrazza (quello americano è il più adatto, perché è il più alto e perché essendo abbastanza scarso, non richiama tanta gente). Vedere Expo dall’alto è un po’ come averlo visto tutto.

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