Pensare positivo
duplice finanziamento

Da Fondazione Banca Popolare di Bergamo 40 mila euro per progetti rivolti alle donne vittime di violenza

Un contributo di 20 mila euro sosterrà l'attività di un laboratorio di sartoria, altri 20 mila euro sono destinati alle sedi del Centro di aiuto alla vita di Bergamo, Alzano Lombardo e Seriate

Da Fondazione Banca Popolare di Bergamo 40 mila euro per progetti rivolti alle donne vittime di violenza
Pensare positivo Bergamo, 14 Aprile 2022 ore 10:11

Sostenere percorsi di reinserimento sociale rivolti alle donne che hanno subito volenze e progetti a tutela della vita. Questo l’obiettivo del duplice finanziamento stanziato da Fondazione Banca Popolare di Bergamo, del valore complessivo di 40 mila euro.

Nello specifico, il primo contributo di 20 mila euro è indirizzato all’Istituto delle Suore Poverelle e sosterrà la creazione di un laboratorio di sartoria a disposizione di alcune donne vittime di violenza accolte nelle case dell'Istituto Palazzolo, che siano pronte ad affrontare percorsi di autonomia professionale.

Il laboratorio, affidato a una sarta professionista, ha lo scopo di far riscoprire alle donne ospiti le proprie risorse, capacità e attitudini, tra cui, appunto, la cura e il gusto per gli abiti, attraverso l’apprendimento delle basi del cucito e del ricamo. In questo modo si possono anche apprendere competenze utili da spendere sul mercato del lavoro. La valorizzazione delle competenze delle donne, inserita in percorsi di autonomia, garantisce così migliori risultati nei percorsi di uscita dalla violenza e di reinserimento sociale.

«La violenza fa sentire una donna inadeguata, inutile. Uscire dalla violenza significa per le nostre ospiti tornare a credere in sé stesse – spiega Sara Modora, coordinatrice di Casa Sofia, della comunità dell’Istituto delle Suore Poverelle e Istituto Palazzolo di Bergamo -. Il lavoro è un tassello fondamentale di questo percorso perché dà loro una prospettiva di futuro, mostra che hanno potenzialità da spendere, che possono essere autonome e uscire da una situazione di dipendenza da un uomo violento. È l’idea che sta alla base del nostro laboratorio di sartoria, organizzato per la prima volta ma che raccoglie una tradizione preziosa delle Suore Poverelle di Bergamo. Sta avendo già molto successo, abbiamo ricevuto anche le prime, piccole commesse. Fondazione Banca Popolare di Bergamo ha dato una grossa mano a questo progetto, non solo sostenendo le spese per sistemare lo spazio, ma soprattutto perché è grazie a questo contributo che abbiamo potuto avere a disposizione la figura di una sarta esperta in grado d’insegnare loro un mestiere».

Un secondo contributo del valore di 20 mila euro è stato destinato alle sedi del Centro di aiuto alla vita di Bergamo, Alzano Lombardo e Seriate per assistere donne in condizioni di grave difficoltà. «Finanziamo due progetti legati tra loro dal filo comune della solidarietà e della difesa del valore della vita, quando questa attraversa momenti particolarmente delicati – conclude Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo -. Sosteniamo realtà che aiutano le donne a ripartire dopo aver subito episodi di violenza, oppure a recuperare la fiducia nei propri mezzi nel caso di donne in gravidanza che si trovano in situazioni di difficoltà economica. In entrambi i casi, tuttavia, sostenere situazioni di fragilità non aiuta solo la donna che ne è temporaneamente coinvolta, ma contribuisce anche a rafforzare la rete familiare che la circonda e, più in generale, il tessuto sociale in cui è inserita. Un doppio sguardo a cui Fondazione Banca Popolare di Bergamo, insieme a Intesa Sanpaolo, tiene in modo particolare, rivolto contemporaneamente alla persona e alla comunità».

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