Inaugurazione

Dal 24 dicembre riapre la mensa don Fausto Resmini per accogliere gli emarginati

Dopo due anni in cui i pasti sono stati consegnati in sacchetti, riparte la struttura, decorata con frasi e foto del don scomparso

Dal 24 dicembre riapre la mensa don Fausto Resmini per accogliere gli emarginati
Pubblicato:
Aggiornato:

Sarà un'inaugurazione di basso profilo, proprio come nello stile di don Resmini, quella che tra oggi pomeriggio, venerdì 23 dicembre, e la serata di domani segnerà la ripresa del servizio della mensa Posto caldo-Don Fausto Resmini, che apre dopo oltre due anni di servizio solo all'aperto, accogliendo ora anche all’interno persone senza fissa dimora per il pasto serale.

La struttura, in comodato gratuito dal Comune di Bergamo per i prossimi cinque anni, è stata da poco ritinteggiata e alle sue pareti sono state appese foto e frasi di don Resmini, scomparso a causa del Covid nella prima primavera di pandemia e al quale lo spazio è stato intitolato.

Gori e Messina alla prima cena, quella della vigilia

Di fatto, in questi anni il servizio mensa non si è mai interrotto, ma i pasti sono stati distribuiti nei sacchetti, senza poter accedere all’interno della struttura. La distribuzione all'esterno continuerà per chi non vuole entrare, ma da sabato 24 dicembre, ogni sera, fino a 130 persone potranno cenare all'interno del Posto caldo-Don Fausto Resmini, alternandosi in due/tre turni a partire dalle 19.

Come riportato da L'Eco di Bergamo, alla prima serata, proprio quella della vigilia, potrebbero essere presenti il sindaco Giorgio Gori e l’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina. E se il servizio ritorna in funzione a pieno titolo da domani, già oggi, venerdì 23, dalle 15 alle 17 è previsto un momento di convivialità, accompagnato dalla musica della Banda larga di Monterosso. Inoltre, verranno distribuiti i doni, tra cui sciarpe, guanti e cappelli, raccolti attraverso un’iniziativa promossa a Dalmine.

Mensa 365 giorni l'anno, ma non solo

La mensa, aperta 365 giorni all’anno, è uno dei servizi che fanno parte di Esodo, progetto sostenuto dall'unione di più enti, come il Patronato San Vincenzo, la Fondazione Don Resmini, la cooperativa Mosaico, l'associazione In strada, e che, oltre alla mensa, offre anche altri servizi, come la presenza in strada con il camper e l’accompagnamento delle persone senza fissa dimora. Il costo totale è di 350 mila euro, finanziati per un quarto dal Comune di Bergamo e dal progetto Terre di Mezzo, per il resto dagli enti coinvolti e dalle offerte e donazioni. Lo spazio durante il giorno sarà utilizzato anche come Punto ascolto del Servizio Esodo, come luogo di incontri, e di attività come quella del barbiere, con cui si offre il taglio dei capelli alle persone senza fissa dimora (a questo proposito si cercano volontari).

Portare avanti il desiderio di don Resmini

«Noi non poniamo nessun limite a chi viene accolto. Si tratta di uomini e donne che vivono la grave marginalità», ha spiegato don Dario Acquaroli, direttore del Patronato San Vincenzo di Sorisole a L'Eco di Bergamo. «Non è prevedibile quante persone faranno richiesta del servizio. Si tratta di uomini e donne che vivono la grave marginalità. Le foto e le frasi di don Resmini alle pareti vogliono essere occasione di ricordo per gli operatori, i volontari, gli ospiti e motivo di riflessione per tutti. La mensa riapre con il desiderio di portare avanti quanto don Fausto ci ha lasciato».

Seguici sui nostri canali