L'iniziativa

Il reinserimento sociale dei detenuti passa (anche) da un corso tessile in carcere

Percorso formativo volto alla riabilitazione e al reinserimento sociale

Il reinserimento sociale dei detenuti passa (anche) da un corso tessile in carcere
Pensare positivo Bergamo, 24 Giugno 2021 ore 12:51

Ha preso il via un importante progetto rivolto a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e delle detenute di Bergamo, con la collaborazione del Comune di Bergamo – Ambito Territoriale di Bergamo, Casa Circondariale di Bergamo Don Fausto Resmini, Abf – Azienda Bergamasca Formazione, Confindustria Bergamo e Soroptimist International Bergamo nel sostenere percorsi formativi innovativi centrati sul valore sociale del lavoro.

Si tratta di un percorso formativo in confezione tessile, suddiviso in un corso base a giugno e luglio e uno avanzato nell’autunno 2021.

Il primo, già iniziato, è rivolto a circa 10 detenuti presso la sede di ABF, e a 8/10 detenute impegnate nel nuovo laboratorio di confezione in corso di allestimento nel carcere, grazie al sostegno di Soroptimist.

Gli obiettivi del percorso sono l’acquisizione di competenze per l'avvicinamento dei detenuti al mondo del lavoro una volta scontata la pena; la possibilità di ricevere piccole commesse in carcere, grazie all’allestimento al suo interno del laboratorio di confezione tessile; la necessità di dare un senso alla pena attraverso la rieducazione e il reinserimento.

Infatti in Italia circa il 70 per cento delle persone che escono dal carcere a pena espiata ritornano a delinquere, mentre delle persone che espiano la pena in misura alternativa al carcere solo il 19 per cento lo fa.

«Il lavoro rappresenta una fonte di sostegno di grande importanza, oltre che uno strumento di riabilitazione per coloro che sono sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria ed è risultato fondamentale per scongiurare la recidiva. – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali, Marcella Messina – Va sostenuto con iniziative come questa che affermano e consolidano un modello di intervento per l’inclusione sociale e lavorativa, in cui diversi soggetti territoriali concorrono nel proporre un’offerta ai detenuti. È necessario inoltre superare quella frammentazione degli interventi, spesso causa di inefficacia delle politiche a sostegno delle fasce più fragili».