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Metti un tango in carrozzina a Gorle: che bello riuscire a fare "l'impossibile"

Nella palestra del centro sportivo si è svolto il primo Galà di Danza Paralimpica, nel contesto del Bergamo Open Art Festival

Metti un tango in carrozzina a Gorle: che bello riuscire a fare "l'impossibile"
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di Marta Belotti

Passi di danza che raccontano storie e storie che si intrecciano su un unico palco, quello della palestra del centro sportivo di Gorle, dove sabato  20 gennaio si è svolto il primo Galà di Danza Paralimpica. 

L’evento si è inserito all’interno del più ampio contesto del secondo Bergamo Open Art Festival, la due giorni di gare di danze street, jazz, accademiche e coreografiche, che dalle 8.30 alle 22 del 20 e del 21 gennaio ha riempito dei suoni della musica e dei colori degli abiti indossati dai ballerini il palazzetto dello sport di Gorle, in via Roma 2.

Il Galà è stato un modo per valorizzare e far conoscere il mondo della danza paralimpica «un modello di inclusione da sostenere e replicare», per usare le parole del consigliere regionale Giovanni Malanchini  presente all’evento.

«Vedere i nostri ragazzi, insieme a tanti altri provenienti diverse regioni d’Italia, nonché dalla Slovacchia è stato davvero emozionante», racconta Monica Castelli, una delle allenatrici della Rosy Dance, realtà creata da Marianna Cadei a Villongo nel 2013 e che nel 2021 è diventata un progetto dal nome "Abilità in ballo”.

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Oggi coinvolge più di cinquanta bambini e ragazzi con disabilità provenienti da tutta la Bergamasca e dal lecchese. Molti di loro si sono esibiti sul palco sabato sera, sia nelle varie sfide, sia tutti insieme a inizio evento sulle note di “Supereroi” di Mr. Rain.

Nel complesso, calcolati gli atleti ospitati, provenienti da tutta Italia e dalla Slovacchia, sono stati in più di ottanta (...)

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