E quelli del no...

Perché Bergamo ha tutti i titoli per ospitare il G7 dell’agricoltura

Perché Bergamo ha tutti i titoli per ospitare il G7 dell’agricoltura
Pensare positivo 07 Ottobre 2017 ore 08:00

Quarant’anni fa Ermanno Olmi girava a Bergamo il suo celeberrimo L’albero degli zoccoli, il film che immortalava la vita rurale del territorio bergamasco, consegnando a memoria imperitura gli spigoli, le difficoltà, il fascino della vita di campagna, di come eravamo. Esattamente quarant’anni dopo, il G7, il vertice con i grandi della Terra, sbarca nella nostra città. E si parlerà proprio di agricoltura, di diritto al cibo, di come siamo. Perché siamo cambiati, noi bergamaschi, in tutti questi anni. E molto.

 

 

A ragionarci bene, solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile ospitare un evento di questo genere. Ha aiutato certamente il fatto che il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina sia bergamasco, ma la nostra città ha più di un motivo per potersi considerare luogo ideale ad ospitare un evento simile. Pensiamo all’agricoltura sui nostri Colli, le coltivazioni biologiche di Astino, la cintura verde del Parco dei Colli, la Valle della Biodiversità, il parco agricolo di Grumello del piano, i cosiddetti “Corpi Santi” nei quartieri a sud della città di Bergamo. Non siamo abituati a considerarlo, ma Bergamo ha moltissimi spazi per l’agricoltura urbana e periurbana. E non è un caso che una manifestazione come I maestri del paesaggio sia nata a Bergamo, dove il paesaggio urbanizzato e urbano si è fuso con quello verde e naturale. Sarà per questo che sono proliferati in città mercati a filiera corta, di piccoli produttori, a chilometro zero e così via. Sarà per questo che in Comune esiste un “tavolo permanente sull’agricoltura”, che si incontra a Palazzo Frizzoni ogni quindici giorni e che è coordinato dallo stesso Sindaco Giorgio Gori.

 

 

In questo senso il G7 sull’agricoltura smuove molto in città. Basti pensare che in poco tempo si è costruito un festival vero e proprio intorno all’evento internazionale e formale del G7. La Settimana de ll’agricoltura nasce dalla spinta delle associazioni e degli enti del territorio: ne abbiamo viste molte presenti alla conferenza stampa di presentazione a Palazzo Frizzoni. Laboratori per bambini e premi Nobel (Mario Capecchi, Nobel per la medicina nel 2007), convegni con il direttore della FAO, il commissario all’agricoltura dell’Unione Africana, l’attivista Vandana Shiva, approfondimenti sulle realtà locali del Parco dei Colli, mercati di prodotti sani, giornate di studio sull’agricoltura da cortile e tanto tanto altro ancora: ce n’è davvero per tutti i gusti, c’è davvero di che ascoltare.

 

«Non è che diciamo no, è che non ci rispecchiamo in quel sistema e vogliamo proporre un’alternativa. Anzi, noi siamo l’alternativa»

Pubblicato da Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 su Domenica 1 ottobre 2017

 

Non facciamoci fuorviare dalle prime scritte comparse sui muri contro il G7 dell’agricoltura che sarà in città a metà ottobre: biotech biokiller leggiamo già qua e là. È la posizione dei NOG7, soliti slogan che riecheggiano di anni ’60 e che puzzano un tantino di stantio. Anche perché i problemi della fame nel mondo e della produzione di cibo per sette miliardi di persone ci sono ed è importante che ne se ne parli in una cornice come quella di Bergamo a ottobre. «Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei». Quarant’anni dopo L’albero degli zoccoli, che ci ricorda cosa eravamo, possiamo essere testimoni diretti di cosa saremo.