ALÀ, CÓR!

Podisti Insonni, perché il mattino ha la corsa in bocca

Parte la nostra esplorazione nel mondo dei corridori aggregati, quelle associazioni a delinquere di allegri faticatori: andiamo ad incontrarli

Podisti Insonni, perché il mattino ha la corsa in bocca
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Di Marco Oldrati

Il mattino ha la corsa in bocca, evviva il mattino. Potrebbe essere il loro inno, ma sarebbe riduttivo: sono i Podisti Insonni, il primo gruppo da cui parte la nostra esplorazione nel mondo dei corridori aggregati, quelle associazioni a delinquere di allegri faticatori. E come tutte le esplorazioni che si rispettano andiamo ad incontrarli.

Vi ricordate che avevamo detto che partivamo presto? Alle 6 e 20, giusto? E poi avevamo fatto quella bizzarra ma entusiasmante uscita alle 5 e 30, rammentate? Bene, in quanto Insonni mi danno appuntamento alle cinque e mezzo in Malpensata e quando arrivo stanno facendo un defilé di capi tecnici dai colori sgargianti. Margaret mi accoglie con un benvenuto che sembra la sveglia per il quartiere e mi sento già a mio agio. Li osservo un po’ stupito, eterogenei come pochi: dal fisico asciutto al robusto runner, dalla leggerezza giovanile alla capacità di tenersi in forma a dispetto degli anni che passano, ce n’è per tutti i gusti.

Scopriamo conoscenze comuni attraversando le strade del centro (e passando qualche semaforo rosso!!!) mentre ci avviciniamo a Città Alta, ma lungo il viale capisco che i programmi non sono quelli dei “runner della domenica” con salita da Sant’Agostino e infatti all’altezza della Galleria cominciano gli estri e le improvvisazioni.

“L’aria in galleria è brutta …” dicono Veronica e un’altra amica e accelerano come se non ci fosse un domani. Tengo il passo, ma capisco che sono uomo da retrovie rispetto a queste falcate che sembrano volare. E ancora una volta mi stupisco, perché discesi dietro l’Imiberg, la vecchia scuola di Santa Lucia, ci si ferma prima di imboccare la scaletta del Paradiso … uno del gruppo racconta un aneddoto sul motivo del nome della scaletta e poi via di nuovo, torce dei cellulari e su per i gradini. Mi partono davanti al naso le due gazzelle di prima seguite a ruota da Leonardo e Luca, li rivedremo riaggregandoci tutti (siamo una quindicina, mica quater gacc!) in Via Tre Armi. Poi tappa alla fontanella sotto San Giacomo e foto alla Porta approfittando della bontà di altri amanti dell’alba che sono in giro con il cane.
Altro scatto per arrivare a Colle Aperto e poi Corsarola fino a Piazza Vecchia: qui è un turbinio di foto, battute e inviti al silenzio per non essere gavettonati da qualche residente infastidito e da lì discesa, fino alle Grazie dove si fa pausa caffè e via di foto ironiche poi messe in chat e sulla pagina Facebook.

Allegri giocherelloni, direte voi … mica tanto. Il venerdì è la corsa scialla, il momento di evasione, ma il gruppo il martedì e il giovedì fa sessioni di allenamento con tanto di coach, che li consiglia sui carichi di lavoro e le più corrette opportunità di programmazione in vista di mezze maratone, maratone e altro ancora. E non solo: Margaret, la Maestra, li mette in riga, li aggrega con una vitalità che fa quasi impressione, ma è ben coadiuvata da altri personaggi del calibro di Tisi, un quarantenne all’aspetto che all’anagrafe ne fa cinquanta e qualcosa, di Saliou, che mi impressiona perché è tanto muscoloso di gambe quanto di spalle, di Pietro che in silenzio è arrivato da Boccaleone correndo (perché prendere la macchina per arrivare in Malpensata pareva brutto!), di Beatriz, ecuadoregna che sprizza allegria anche prima del sorgere del sole a e altri ancora i cui nomi non ho annotato.

E poi ci sono gli appuntamenti, la voglia di andare a correre e ridere insieme: Margaret racconta che un paio d’anni fa la frequenza era calata, non quella cardiaca, quella ad uno dei riferimenti, la corsa del venerdì e per rilanciare il programma si erano inventati la Sexy Run, la corsa in cui si sarebbe parlato (ma solo parlato, eh?) di sesso e da tre partecipanti erano arrivati a quindici nel giro di poche settimane! Come dire che per correre qualche volta servono le motivazioni giuste.

Segni caratteristici del gruppo? Ve ne do due che valgono per farvi venire la curiosità di conoscerli. Tisi (abbreviazione di Tisana, dalla sua abitudine di berne), quando tento di pagare il mio caffè si gira dall’altra parte e mi dice “Ma scherzi?!?” come se non fosse nemmeno in discussione che l’ultimo arrivato paga… Il secondo trade mark è anche più chiaro: nei giorni successivi alla corsa comincio a ricevere richieste d’amicizia su Facebook: di solito sono io che mando richieste d’amicizia a belle donne, ma qui sono uomini e donne … chi sono? Sono loro, i Podisti Insonni. Sulla carta d’identità del gruppo potrebbe esserci scritto “Amici Insonni” e forse si spiegherebbe che effetto fa la corsa alla gente: unisce.

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