tanti i presenti

Posata la prima pietra per l'ampliamento de "La Casa di Leo" a Treviolo

La struttura di housing per l'accoglienza dei pazienti pediatrici all'ospedale Papa Giovanni XXIII e le loro famiglie verrà ampliata

Posata la prima pietra per l'ampliamento de "La Casa di Leo" a Treviolo
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Oggi, sabato 25 novembre, è un giorno importante per "La Casa di Leo", la struttura di housing per l'accoglienza dei pazienti pediatrici, con patologie gravi in cura presso l'Ospedale Papa Giovanni XXIII e le loro famiglie. È stata posata infatti la prima pietra del progetto di ampliamento "Leo diventa grande", che consentirà alla struttura di Treviolo di accogliere un maggior numero di pazienti, tenuto conto delle numerose richieste.

Le parole del papà di Leo

Forti le parole di Michele Morghen, papà di Leo, che ha ringraziato tutti i volontari, sottolineando come «tutti i servizi della Casa di Leo sono nati per migliorare la struttura ma anche noi stessi. In questi anni abbiamo colmato molte lacune seguendo la necessità di cambiamento».

Ha poi ripreso in breve la storia del progetto di ampliamento: «Nel 2021 abbiamo acquistato il terreno e portato avanti questo nuovo progetto. Nei prossimi mesi vedremo sorgere la struttura esterna e entro fine 2024 inaugureremo la nuova area, capace di ospitare 18 famiglie per un totale di 300 in tutto l’anno. Saremo vicini alle famiglie in un percorso di accompagnamento, crescita e consapevolezza insieme al proprio figlio bisognoso di cure».

Ministri e politici per Leo

Tante le autorità che sono intervenute via video, compreso il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che via video ha sottolineato: «Casa di Leo è un punto di riferimento per bambini e famiglie. Istituzioni, mondo privato e terzo settore devono lavorare sempre di più con obiettivi comuni: una sinergia che rappresenta davvero la forza del nostro Paese». Alessandra Gallone, consigliera del Miur, ha portato il saluto del ministro Anna Maria Bernini: «Attraverso la ricerca si possono trovare le cure necessarie, mentre l'università è fondamentale per la formazione dei futuri medici e ricercatori. La Casa di Leo parte da Bergamo come modello di accoglienza, ora Leo sta crescendo insieme alla sua casa: un meraviglioso dono di condivisione per tutta la comunità».

Anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato che Regione «ha seguito il progetto sin dalla sua nascita, siamo vicini nel momento in cui Leo diventa Grande e saremo presenti anche per le attività future». Roberto Anelli è intervenuto in rappresentanza del Consiglio regionale, presente insieme ai consiglieri Giovanni Malanchini, Ivan Rota, Paolo Franco e Davide Casati.

Il dono che fece iniziare tutto

Pasquale Gandolfi, sindaco di Treviolo e presidente della Provincia di Bergamo, ha ripercorso i primi passi de "La Casa di Leo" «che ha arricchito la comunità di Treviolo. Ricordo il progetto iniziale, l'area comunale donata gratuitamente e la variante specifica per realizzare il primo lotto. Grazie a coraggio, tenacia, passione e tanto amore, oggi la Casa di Leo si amplia e Treviolo avrà un cuore ancora più grande con tanti volontari del nostro Comune che prestano attività nella struttura».

Marcella Messina, presidente dell'Assemblea dei Sindaci del Distretto di Bergamo, ha inviato un messaggio di vicinanza a La Casa di Leo «per lo stile con cui ha saputo coinvolgere tutta la comunità: una collaborazione che si è estesa a tutto il territorio provinciale per offrire cure e sollievo».

La promessa della Pozzolis Family

Dal teatro Sistina di Roma è intervenuta anche la Pozzolis Family, impegnata in tour, ma molto vicina ai progetti de La Casa di Leo. Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli hanno salutato i presenti dando appuntamento all'inaugurazione della Casa di Leo dopo l'ampliamento: «siamo felici di sostenere questa fantastica iniziativa e vi mandiamo un grande in bocca al lupo».

Susanna Berlendis e Michele Morghen, i genitori di Leo

La pergamena nella prima pietra

Alla benedizione di don Michelangelo Finazzi, vicario episcopale per i laici e la pastorale della salute, che ha portato i saluti del Vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, è seguita la posa della prima pietra. Al suo interno, è stata posta una pergamena firmata da Alessandra Gallone, Paolo Franco, Daisy Pirovano, Rebecca Frassini, Giovanni Malanchini, Roberto Anelli, Davide Casati, Pasquale Gandolfi, Massimo Giupponi, Fabio Pezzoli, Michela Sacco in rappresentanza della famiglia di Giorgio Faccincani, Susanna Berlendis e Michele Morghen, Elena Bresciani in rappresentanza di tutti i volontari de "La Casa di Leo", don Michelangelo Finazzi, vicario episcopale per i laici e la pastorale della salute, Osvaldo Ranica per la Fondazione Comunità della Bergamasca, Gianpietro Benigni per la Fondazione Cariplo e Alfonso Tentori, delegato di Intesa Sanpaolo.

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