Pronto nel 2019

Via al progetto Westfield-Percassi. A Segrate il luxury village da record

Dopo anni di impasse burocratica, il Mise sblocca l'ambizioso centro commerciale più grande d'Italia. Ci saranno anche le Gallerie Lafayette

Via al progetto Westfield-Percassi. A Segrate il luxury village da record
25 Agosto 2016 ore 05:00

Era il giugno 2014 quando la business company Percassi annunciava che, entro il 2018, sarebbe stato inaugurato, a Segrate (Milano), il centro commerciale Westfield Milan. Di più: al suo interno avrebbero trovato spazio le Gallerie Lafayette. Insomma, un progetto importante, nato nel 2009 e sviluppatosi nel 2011 grazie alla joint venture siglata dalla Stilo Immobiliare Finanziaria del Gruppo Percassi con il Westfield Group, leader mondiale nello sviluppo e gestione di importanti centri commerciali a livello internazionale. In questo ambizioso progetto, lo sbarco italiano delle Gallerie Lafayette rappresentava certamente il fiore all’occhiello, con un’occupazione di ben 4 piani per 18mila metri quadrati della struttura complessiva. L’ottimismo di quell’annuncio, però, ha ben presto dovuto fare i conti con l’elefantiasi della burocrazia nostrana, che ha di fatto bloccato il progetto. Fino ad oggi.

 

2hhq9og

[L’area destinata al Westfield Milan]

 

Lo Sblocca Italia ha sbloccato il progetto. In un articolo pubblicato il 20 agosto, l’edizione romana de La Stampa ha infatti reso noto (seppur con alcune inesattezze) che finalmente il progetto è stato sbloccato. A imbrigliare la realizzazione del Westfield Milan, ovvero un investimento da ben 1,5 miliardi di euro capace di generare circa 27mila posti di lavoro (che raggiungono quota 40mila se contiamo gli addetti al cantiere), era stata la mancata realizzazione di una bretella stradale di appena 6 chilometri. I problemi, nello specifico, erano legati ai collegamenti viari, verso Est e verso Ovest, relativi a tre diversi tratti autostradali su cui gli enti locali bisticciavano, ma anche a questioni di terreni inquinati e di licenze e autorizzazioni. Gli investitori australiani, inoltre, sognavano di poter realizzare anche una fermata dell’alta velocità proprio a due passi dal grande centro commerciale, dimostrando un ottimismo che s’è, ahinoi, scontrato con l’amara realtà burocratica italiana.

Per circa due anni, tutto è rimasto fermo. Le parti in questione, ovvero investitori, enti locali, ministeri, Demanio e Rfi, si sono scambiate di continuo lettere, senza mai incontrarsi e riuscire a sbrogliare la matassa. Perché finalmente si smuovesse qualcosa è servito l’intervento diretto del Governo. Il cosiddetto decreto “Sblocca Italia”, infatti, l’anno passato ha creato una segreteria tecnica interna al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) appositamente dedicata all’attrazione degli investimenti esteri e solo l’intervento diretto di questa segreteria ha permesso che il progetto Westfield Milan si sbloccasse. Lo ha spiegato Andrea Napoletano, capo dell’ente, a La Stampa: «In tutto sono 20 i grandi progetti a cui ci siamo subito dedicati, per un controvalore complessivo di circa 6 miliardi. E quello del Westfield Milan era sicuramente il più importante». L’attenzione, dunque, s’è subito incentrata su di esso, con la volontà di superare l’impasse. «L’accordo di programma stipulato con Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Segrate – continua Napoletano – era del 2009, ma sino al 2015 era rimasto al palo. Poi, mettendo tutte le amministrazioni attorno a un tavolo e prevedendo riunioni continue, poco alla volta siamo riusciti a sbrogliare la matassa. Se non avessimo fatto così, se si fosse continuato con la solita prassi dello scambio di lettere, nemmeno nel 2050 il Westfield Milan avrebbe aperto». Ora, invece, una data c’è: non più il 2018, come annunciato due anni fa dalla business company Percassi, ma il 2019 visto che i cantieri, se tutto andrà bene, apriranno nel 2017.

8 foto Sfoglia la gallery

Il centro commerciale più grande d’Italia. Soddisfazione filtra sia dai vertici del gruppo orobico che da quelli del colosso australiano, che finalmente possono guardare con ottimismo alla realizzazione del loro ambizioso progetto. Il Westfield Milan sorgerà su di un’area di circa 200mila metri quadrati tra Segrate e Linate, a due passi da Milano. Un gigantesco regno dello shopping grande un quinto di Expo. Ci saranno 300 negozi di grandi firme, 50 locali legati all’ambito della ristorazione e ben 16 sale cinema. 10mila posti auto saranno dedicati soltanto ai dipendenti, mentre la vicinanza con lo scalo milanese di Linate promette un bacino di utenza di oltre 7 milioni di consumatori. Sarà il centro commerciale più grande d’Italia, battendo (e di molto) anche i numeri monstre che soltanto pochi mesi fa ha fatto registrare l’apertura de Il Centro di Arese. Ma, come detto, il fiore all’occhiello del Westfield Milan saranno le Gallerie Lafayette.

4 foto Sfoglia la gallery

Breve storia della Gallerie Lafayette. La storia di questo tempio del lusso inizia in Francia nel 1893, da una merceria di 70 metri quadri all’angolo tra rue La Fayette e rue de la Chaussée d’Antin a Parigi. I due proprietari, i cugini Théophile Bader e Alphonse Kahn, aprirono qui i loro laboratori di confezioni di moda. Di lì a poco ritirarono l’intero edificio e lo trasformarono in un bazar di lusso, affiancato da sale da tè e da lettura, con tanto di fumoir. Nel 1912, si spostarono nella sede attuale, in boulevard Haussmann: qui oggi le Galeries Lafayette si estendono per 70mila metri quadrati, accolgono più di 80mila clienti al giorno e sono la seconda attrazione turistica della capitale, dopo il Louvre. Ma, soprattutto, sono diventate un colosso aziendale nel campo della grande distribuzione di prodotti non alimentari. Possiedono i grandi magazzini delle Galeries Lafayette e di BHV sparsi in tutto il mondo, i punti vendita francesi della britannica Mark&Spencer, i supermercati cittadini Monoprix, le società di servizi finanziari LaSer (Lafayette-Services) e Cofinoga. Una delle due famiglie fondatrici (i Mayer, gli altri sono i Moulin) si è ritirata nel 2005 e BNP Paribas, partner storico dell’impresa, si è presentato come acquirente dei suoi titoli. La cifra d’affari lorda del Gruppo è di 5mila milioni di euro annui, per un guadagno di 227 milioni di euro. I negozi di tutti i marchi sono 465, e ci lavorano 40mila dipendenti. Di Galeries Lafayette, invece, ce ne sono 65 in tutto il mondo: 60 in Francia, e le altre cinque distribuite tra Berlino, Casablanca, Dubai, Giacarta e Pechino. Quella di Segrate sarà la seconda apertura europea al di fuori della Francia.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia