In prima serata

Il grande salto di Giulia Manzini, che dopo tanto teatro è arrivata in tv (su Canale 5)

Figlia dei soci fondatori del Pandemonium Teatro di Bergamo, l'attrice è ora tra le protagonista delle fiction "Made in Italy", con Margherita Buy

Il grande salto di Giulia Manzini, che dopo tanto teatro è arrivata in tv (su Canale 5)
Personaggi 23 Gennaio 2021 ore 16:21

di Onofrio Zirafi

C’è anche una brillante attrice bergamasca nel cast della serie Made in Italy (diretta da Luca Lucini e Ago Panini, e con un cast di rango impreziosito dalla presenza di Margherita Buy), in onda su Canale 5 e in prima serata proprio in queste settimane. È Giulia Manzini, classe ’86, già in grado di poter vantare una lunga trafila di esperienze attoriali, soprattutto di stampo teatrale.

Giulia Manzini

Figlia di due dei quattro soci fondatori del Pandemonium Teatro di Bergamo, Giulia ha infatti calcato il palcoscenico per la prima volta all’età di 10 anni, recitando poi in moltissimi spettacoli con tournée in tutta Italia. Una carriera, la sua, votata però a uno spiccato eclettismo: dai laboratori teatrali per ogni fascia d’età a molteplici esperienze tra cinema, televisione e web, pubblicità e video-clip musicali. Ma Giulia ha lavorato anche come ballerina e insegnante di rockabilly, modella e speaker. Insomma, l’approdo in televisione rappresenta per lei soltanto l’ennesimo traguardo raggiunto.

Giulia, ci parla del suo personaggio in questa serie e di cosa le ha lasciato questa esperienza? Cosa significa a questo punto della sua carriera?

«In Made in Italy vesto i panni di Silvana, la centralinista tuttofare della redazione di Appeal, una rivista di moda, dove si svolge tutta la vicenda. La serie offre al pubblico uno spaccato della Milano degli anni Settanta che ha assistito alla nascita della grande moda italiana. Avevo già ricoperto dei piccoli ruoli in ambito cinematografico, ad esempio ne Gli sdraiati per la regia di Francesca Archibugi (2017) e in Io, Arlecchino di Giorgio Pasotti (2015), ma in questa produzione televisiva ho un ruolo sicuramente più corposo, ma soprattutto foriero di visibilità. Per questo lo considero un bel riconoscimento per il percorso svolto finora, con annessi sacrifici, ma al tempo stesso uno step per così dire “intermedio” in previsione di un ulteriore passo avanti. Abbiamo girato tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019; la produzione è targata Taodue, società di produzione specializzata nella fiction televisiva e di proprietà del gruppo Mediaset. La serie è stata prima ospitata dalla piattaforma Amazon Prime Video; a seguire è stata esportata con successo anche all’estero (Spagna, Australia e non solo). Dal marzo 2020 doveva poi apparire sul palinsesto Mediaset in chiaro, ma l’avvento del Covid ha rivoluzionato la programmazione e posticipato a oggi l’uscita».

Ci fa il nome di un o una regista e un o una collega con cui si è trovata particolarmente bene?

«Il mio “svezzamento” si è compiuto nella compagnia teatrale dei miei genitori. Lavorare con la mia famiglia è stato quindi decisivo per tracciare la strada che poi ho scelto: a loro devo moltissimo. Quando mi sono detta “voglio fare l’attrice” ho avuto tutto l’appoggio possibile, cosa che sicuramente non avviene normalmente in altri contesti familiari. Per il resto, ho imbastito diverse amicizie con colleghi e soprattutto colleghe incontrati sui set teatrali o televisivi…

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