Talento

Intervista a Leonardo Seminati, da Torre Boldone all’Arizona grazie al baseball

Da tre stagioni è sotto contratto con i Cincinnati Reds e in questi anni il 21enne ha vestito la maglia dei Billings Mustang, squadra affiliata che disputa il campionato delle migliori promesse

Intervista a Leonardo Seminati, da Torre Boldone all’Arizona grazie al baseball
Val Seriana, 11 Febbraio 2020 ore 10:20

di Angelo Corna

Cosa c’è di più bello che realizzare i propri sogni? Leonardo Seminati li ha inseguiti sotto la forma di una palla da baseball e, poco ma sicuro, da buon battitore li ha colpiti tutti. Classe 1999, residente a Torre Boldone, ha iniziato la sua carriera giovanissimo nella squadra locale dei Bergamo Walls. Oggi Leonardo, 21 anni compiuti a gennaio, è tra le promesse del baseball internazionale. Da tre stagioni è sotto contratto con i Cincinnati Reds e in questi anni ha vestito la maglia dei Billings Mustang, squadra affiliata che disputa il campionato dei migliori giovani talenti. «Sono tornato a Torre Boldone a fine settembre, per la pausa invernale – commenta Leonardo -. Ho potuto prepararmi per la prossima stagione a casa, un luogo che amo tantissimo. Tornare è sempre bello, mi mancava dormire nel mio letto, ma sopratutto rivedere parenti, amici, conoscenti e il paese stesso. Casa resta sempre dove c’è la mia famiglia».

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Come sono stati questi primi tre anni in America?

«Il primo anno non sapevo cosa aspettarmi. Le emozioni erano tantissime e alla fine tutto è passato così in fretta che quasi non me ne sono accorto. Il 2019 invece è stata un’ottima stagione, sotto ogni aspetto. Mi sono divertito, ho giocato molto, ma questa volta con più consapevolezza. Il nostro sport è sempre un’incognita, nel momento in cui riesci a fare la differenza e giochi bene sei il numero uno. Ma se fai qualche errore e inizi a sbagliare, allora devi tenere conto dei momenti difficili…».

Nel 2017 sei stato capitano della Nazionale Italiana di Baseball. Cosa si prova a indossare la maglia del proprio Paese?

«Sicuramente una delle soddisfazioni più belle che ho provato. Rappresentare l’Italia nelle competizioni la sento come una responsabilità. La maglia della Nazionale non rappresenta solo me stesso e la squadra, ma tutta l’Italia, a prescindere o meno dalle persone che conoscono il baseball…

L’intervista completa la potrete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 14 febbraio

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