Giornata della memoria

La Resistenza dei preti bergamaschi

La Resistenza dei preti bergamaschi
29 Gennaio 2018 ore 04:45

L’aiuto dato a tanti ebrei nella comunità bergamasca e la Resistenza al nazifascismo, che per molti anni è stata identificata quasi in modo assoluto nel movimento partigiano, punta emergente delle avanguardie che si opposero al regime, si sta rivelando un fenomeno assai complesso e molto più ampio, che ha coinvolto, a vari livelli la società intera.

Una Resistenza quotidiana, domestica, nascosta. Resistenti, ad esempio, sono state quelle formazioni dell’esercito italiano che non hanno deposto le armi dopo l’8 settembre 1943, come è avvenuto per la Divisione Acqui di stanza a Cefalonia e Corfù, affrontando l’invasore tedesco. Resistenti sono stati quegli operai e imprenditori che rallentarono o addirittura boicottarono le produzioni belliche. Resistenti sono stati i nostri soldati, prigionieri in Germania, che si sono rifiutati di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Resistente è stata la popolazione delle nostre comunità cittadine e rurali ogni qualvolta ha nascosto o aiutato un ebreo a fuggire, oppure ha ospitato un prigioniero scappato dal campo della Grumellina, o, ancora, ha fornito a una formazione partigiana alimenti, vestiario, anche solo una semplice informazione. Una Resistenza diffusa, nascosta, silenziosa, quotidiana, che nasceva e si sviluppava nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle scuole, nei campi e nelle fabbriche, attraverso la formulazione di libere espressioni di pensiero – pur sottaciute e guardinghe per paura della repressione – sulle quali si è innestata la base popolare del movimento partigiano.

I preti bergamaschi della Resistenza. Resistenti sono stati anche quei sacerdoti che, anziché rimanere alla finestra a guardare, hanno rischiato in prima persona, per esempio nascondendo e facendo fuggire numerose persone e famiglie ebree perseguitate. Erano consapevoli di quanto stava avvenendo, e sono stati interpreti e primi attori della pietà cristiana, in momenti di grande confusione e di tante incertezze. Il volume di Barbara Curtarelli, Ho fatto il prete. Il clero di Bergamo durante l’occupazione tedesca (settembre 1943-aprile 1945), pubblicato dal Centro Studi Valle Imagna e frutto di una ricerca promossa da un gruppo di sacerdoti e dall’Anpi di Bergamo, si configura come un ricco e articolato schedario: è stato presentato ieri sera alle 18 nello Spazio Viterbi della Provincia. Le oltre cinquecento pagine raccolgono una ricca antologia di gesti di pietà cristiana, messi in atto a difesa dei diritti della persona umana, di quasi quattrocento sacerdoti che sono stati…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 1 febbraio. In versione digitale, qui.

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