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10 invenzioni che i libri han predetto

10 invenzioni che i libri han predetto
Persone 20 Maggio 2015 ore 11:59

Spesso la fantasia supera le barriere del tempo e dello spazio e riesce a immaginare oggetti e strumenti che la quotidiana realtà non ha ancora avuto il piacere di osservare. E così, soprattutto i libri di fantascienza si divertono a descrivere cose che solo l’immaginazione è in grado di creare. Ogni tanto, però, succede che il prodotto della fantasia non rimanga relegato nelle stanze della mente ma venga trasformato in realtà. Di seguito, riprendendo un articolo di Focus, proponiamo dieci cose che alcuni libri hanno ampiamente descritto prima che queste fossero realmente inventate.

 

1) Carte di credito

L’anno che segna la nascita vera e propria della carta di credito è il 1950 quando Diners Club Inc. introdusse la prima carta di credito che poteva essere usata per acquistare una varietà di prodotti e servizi. Tra le pagine dei libri, però, esistevano già: Edward Bellamy le aveva descritte nel suo romanzo Guardando indietro, pubblicato nel 1888.

 

2) Spionaggio governativo

Questo tema, oggi, ci fa subito venire in mente un testo in cui questa pratica viene ampiamente descritta ed è il leitmotive dell’intero romanzo: ci si riferisce, in molti l’avranno compreso, a 1984 di George Orwell, scritto nel 1948, quando questa pratica sembrava ancora inimmaginabile.

 

3) Manipolazione genetica

Era il lontano 1972 quando un gruppo di esperti scienziati riuscì a spostare un intero gene dal cromosoma di un batterio per poi inserirlo nel Dna di un altro batterio. Un traguardo, per quei tempi, sensazionale. Quarant’anni prima, Aldous Huxley all’interno del suo celebre scritto intitolato Il mondo nuovo aveva però già immaginato l’uso dell’ingegneria genetica.

 

4) Satelliti

Senza di loro oggi non potremmo telefonare, utilizzare i navigatori che, per l’appunto, sono chiamati satellittari o guardare la televisione. Era il 1951 quando Arthur C. Clarke in 2001: Odissea nello spazio s’immaginò l'utilizzo di satelliti per comunicazioni, 14 anni prima che venisse lanciato il primo.

 

5) Porte scorrevoli

Il concetto delle porte scorrevole può parerci oggi quasi scontato e banale, anche se si tratta di una novità abbastanza recente, dato che il primo brevetto è del 1960. Usufruiamo di questa invenzione tutte le volte che prendiamo un ascensore o che entriamo in un vagone della metro. Fa davvero impressione scoprire che il primo a raccontare porte di questo genere di porte fu Wells nel Risveglio del dormiente del 1899.

 

6) Calcolatrici a energia solare

Oggi abbiamo programmi per il pc e numerose applicazioni su smartphone che tra le tante applicazioni che offrono hanno anche la possibilità di fungere da calcolatrici. Ma fino a qualche anno fa per far di conto si utilizzavano le calcolatrici, soprattutto quelle a energia solare. Chi le aveva già immaginate? Hugo Gernsback nel 1911 con il libro Ralph 124C 41+.

 

7) Auricolari

In molti hanno la possibilità di poter utilizzare gli EarPod, gli ultimissimi auricolari sfornati dalla Apple. Eleganti, dal design semplice e funzionale, sono uno dei tanti vanti dell’azienda di Cupertino. In tanti però hanno visto in queste cuffiette la realizzazione di un paio d’auricolari descritto nel 1950 da Ray Bradbury all’interno del capolavoro intitolato Fahrenheit 451.

 

8) Traduzione istantanea

È il 1979 quando Douglas Adam in Guida galattica per gli autostoppisti s’immagina il concetto di traduzione vocale in tempo reale. Si arriva ad oggi quando sia Google che Skype includono tra le loro funzionalità l’opzione di traduzione simultanea: il primo all’interno del suo traduttore, il secondo durante le telefonate.

 

9) Google Glass

Neuromante è un testo del 1984 di William Gibson. Secondo molti questo testo è un vero e proprio pozzo di previsione azzeccate. Quella più celebre? I Google Glass che, stando ai racconti di chi ha letto romanzo, avrebbero caratteristiche molto simili alle lenti a realtà aumentata che indossa la cyborg Molly Millions.

 

10) Europa

L’inventiva umana non si limita soltanto a descrivere e immaginare nuovi strumenti tecnologici ma spesso sceglie come campo di lavoro anche l’ambito politico. Ed è così che nel 1969 in Tutti a Zanzibar di John Brunner si racconta di un’unione europea governata da un’entità politica unitaria.

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