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Deroga per Bergamo sulla zona rossa? Fontana: «Comprendo Gori, ma lo dica ai suoi»

Sindaco e presidente della Provincia avevano rivolto un appello ai vertici regionali. Il governatore, nei fatti, ha rispedito al mittente il compito di dialogare con Roma e critica nuovamente i parametri governativi per decidere le zone

Deroga per Bergamo sulla zona rossa? Fontana: «Comprendo Gori, ma lo dica ai suoi»
Politica Bergamo, 15 Gennaio 2021 ore 15:08

«Se il sindaco Gori riesce a sollecitare un intervento ai suoi rappresentanti politici, gli unici a poter cambiare le regole e modificare il sistema, non sarà necessario disporre deroghe per Bergamo, in quanto tutta la Lombardia potrà essere, almeno, zona arancione». Così il presidente Attilio Fontana risponde all’appello che il sindaco Giorgio Gori e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli avevano rivolto ai vertici regionali per chiedere una deroga alle limitazioni imposte dall’ingresso in zona rossa.

Una frase indicativa di come non soltanto ci sia uno strappo tra Stato e Regione Lombardia, ormai difficile da ricucire, ma anche di come siano ancora attuali i dissapori tra il governo regionale e Palazzo Frizzoni. Nel frattempo però a fare le spese di questa mancanza di dialogo istituzionale sono i cittadini e le attività economiche.

La richiesta era stata avanzata da Comune e Provincia di Bergamo in ragione dei 61 casi positivi al Covid ogni 100 mila abitanti (su scala provinciale).

«Comprendo bene le ragioni del sindaco Gori che, evidenziando come la provincia di Bergamo con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, quindi al di sotto della media regionale, chiede una deroga alla zona rossa – aggiunge il governatore lombardo -. Il problema è che tale parametro non è preso in considerazione dal Ministero della Salute e dal Cts nazionale, ma solo l’Rt».

«È da tempo che continuo a ribadire che il sistema di assegnazione non funziona e, anche oggi, ho chiesto a Speranza una revisione – conclude Attilio Fontana -. Se venisse utilizzato il tasso di incidenza dei positivi su 100 mila abitanti oggi la Lombardia non finirebbe in zona rossa. Prendendo in considerazione quel dato la Lombardia ha un’incidenza ben al di sotto di gran parte delle altre regioni italiane, che oggi verranno classificate magari anche in zona gialla. Non solo, non è stato tenuto conto neppure il dato che dovrebbe essere maggiormente attenzionato, cioè l’Rt di ospedalizzazione, che al momento nella nostra regione è sotto all’1».

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