«Schiaffo agli ambientalisti»

Legambiente Bergamo non ha preso bene l'esclusione dalle benemerenze provinciali

Gli amministratori locali Roberto Cremaschi (Bergamo), Simonetta Rinaldi (Albino) ed Erik Molteni (Treviglio): «Hanno prevalso i rancori»

Legambiente Bergamo non ha preso bene l'esclusione dalle benemerenze provinciali
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«Agli ambientalisti è stato dato uno schiaffo». Se già tra Legambiente Bergamo e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli non scorreva buon sangue, ora che è stata resa nota la lista di chi riceverà la benemerenza provinciale l’atmosfera si è fatta ancora più tesa.

«Conoscevamo la distanza tra il presidente Gafforelli e la visione che non solo Legambiente rappresenta – denunciano gli amministratori locali Roberto Cremaschi (Bergamo), Simonetta Rinaldi (Albino) ed Erik Molteni (Treviglio) -, ma pensavamo che il senso delle istituzioni e il rispetto dei bergamaschi prevalessero sui rancori personali. Così non è stato».

Lo strappo, l’ennesimo, è arrivato perché dall’elenco è fuori la sezione bergamasca dell’associazione ambientalista. Un’esclusione arrivata nonostante 40 anni di attività sul territorio e nonostante un centinaio tra sindaci, consiglieri e cittadini avesse proposto che l'associazione venisse premiata con la benemerenza dedicata all'ingegnere Renato Stilliti.

«Una proposta in linea con l'istituzione del premio provinciale – aggiungono i consiglieri in una nota pubblicata anche su Facebook -, che vuole riconoscere il valore di chi lavora con costanza e passione per il territorio. Quattro decenni di attività in prima linea per Legambiente hanno rappresentato un continuo dialogo con le istituzioni, dalla tutela dell’ambiente alle battaglie per la legalità, dalla diffusione delle energie rinnovabili agli incontri con migliaia di studenti per promuovere stili di vista più sostenibili. Un lavoro svolto grazie all’impegno di centinaia di volontari con grande energia, passione e determinazione per rendere più bello, pulito, accogliente e giusto il nostro territorio».

Da qui l’accusa all’Ente di via Tasso, colpevole di aver rigettato la candidatura che ha raccolto il maggior numero di sottoscrizioni «senza alcuna spiegazione», dicono Cremaschi, Rinaldi e Molteni. Che concludono: «Spiace che tra le tante benemerenze, di cui diverse assegnate a istituzioni pubbliche, quasi in un gioco delle parti, solo una è stata assegnata per la “sostenibilità ambientale”. Quasi che fosse un tema secondario per la Provincia di Bergamo».

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