Ora è ufficiale

Legge regionale pubblicata, polenta e osei e spiedo bresciano tornano in sagre e ristoranti

La pubblicazione sul bollettino di Regione Lombardia rende effettiva la legge approvata lo scorso 24 maggio

Legge regionale pubblicata, polenta e osei e spiedo bresciano tornano in sagre e ristoranti
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Ormai non si torna indietro. Oggi, mercoledì 8 giugno, con la pubblicazione sul bollettino ufficiale di Regione Lombardia della legge che approva la "Valorizzazione della cultura e della tradizione lombarda dello spiedo bresciano e di altri preparati a base di selvaggina", polenta e osei potrà essere di nuovo servito in sagre e ristoranti dopo che, dal 2014, con il divieto del commercio dell’avifauna cacciata, il piatto era scomparso e rimasto solo nella sua versione rivisitata come dolce di pasta di mandorle, cioccolato e marzapane.

Dal Pirellone alla tavola, polenta e osei torna protagonista non solo dei menù tradizionali, ma anche della polemica. La versione tradizionale del piatto prevede che uccelli di piccole dimensioni (allodole, fringuelli, peppole, tordi, passeri o quaglie) vengano cucinati allo spiedo sul fuoco del camino o in una padella (solitamente oblunga) e fatti rosolare con del lardo tagliato a fette sottili e salvia, per poi essere infine serviti con il loro intingolo accompagnato dall’immancabile polenta.

I consiglieri regionali Barbara Mazzali (Fratelli d’Italia) e Floriano Massardi (Lega), che martedì 24 maggio avevano portato il Consiglio regionale lombardo ad approvare la proposta di legge, si dichiarano felici di aver così promosso il valore storico, culturale ed enogastronomico di piatti della tradizione a base di selvaggina. Non altrettanto positivo il giudizio delle associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, che hanno espresso e continuano a mostrare il proprio disappunto.

La loro preoccupazione è che la norma, che permette il consumo di tali piatti a base di selvaggina solo se questa viene donata volontariamente, diventi uno strumento per eludere un divieto necessario a prevenire fenomeni di illegalità, come il traffico illecito di uccelli morti e di richiami vivi, il furto di nidiacei o l’uccisione di specie protette.

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