Il caso

Mozione per lo scioglimento di Forza Nuova: a Palazzo Frizzoni la minoranza lascia l'aula

Gli esponenti del centrodestra lunedì sera hanno deciso di non partecipare al voto sulla proposta avanzata da Francesca Riccardi del Pd, approvata dalla maggioranza

Mozione per lo scioglimento di Forza Nuova: a Palazzo Frizzoni la minoranza lascia l'aula
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Una mozione per lo scioglimento di Forza Nuova, sull'impronta di quella nazionale presentata in Parlamento, è stata proposta dalla consigliera Francesca Riccardi del Pd nel corso del Consiglio comunale nella serata di ieri, lunedì 11 ottobre. Basandosi sui gravi fatti avvenuti sabato 9 ottobre scorso nella capitale, tra cui l'assalto alla sede della Cgil, il testo proponeva la loro aperta condanna e lo scioglimento del partito di estrema destra, insieme a tutti i movimenti politici neofascisti.

Un'iniziativa che ha provocato un'accesa discussione con il centrodestra, i cui consiglieri hanno deciso deciso di alzarsi e uscire dall'aula al momento del voto, anche se la mozione è stata comunque approvata dalla maggioranza. Nel corso dei loro interventi, gli esponenti della minoranza hanno condannato le violenze che hanno avuto luogo a Roma nel fine settimana, ma al tempo stesso hanno espresso la loro contrarietà nell'esprimersi sullo scioglimento di Forza Nuova: le motivazioni sono andate dall'inopportunità della politica di decidere su questioni inerenti alla magistratura fino all'accusa, nei confronti della mozione, di essere manipolatoria.

Del primo avviso è stato Gianfranco Ceci di Forza Italia, come riferito da BergamoNews, che ha affermato: «Nella democrazia dobbiamo accettare anche gli estremismi, che sono anche a sinistra, ci sono gli anarchici, i no-tav, i no-vax. Io non mi sento di esprimere un giudizio su una decisione che non è di mia competenza e voterò contro» e ritiene la sinistra voglia mettere nello stesso calderone fascisti e persone che manifestano contro la vaccinazione indotta dal green pass. Posizione molto simile quella di Andrea Tremaglia di Fratelli d'Italia, che ha auspicato provvedimenti nei confronti dei violenti ma ha poi precisato che «per quanto riguarda la mozione così com’è stata presentata, riteniamo che una questione così delicata come lo scioglimento di un partito vada affrontata dalla magistratura. Per questo motivo mi asterrò».

Filippo Bianchi, di recente passato dalla Lega a FdI, ritiene invece che l'iniziativa serva a «spostare il focus da una questione più importante, ovvero il green pass che serve per imporre l’obbligo vaccinale» per poi concludere «Questa mozione è manipolatoria».

In sostanza unanime, invece, la maggioranza di centrosinistra nel riconoscere la matrice delle azioni violente avvenute sabato scorso e la necessità di attuare la legge Scelba, che prevede sanzioni penali e lo scioglimento per le organizzazioni neofasciste, come sottolineato dallo stesso vicesindaco Sergio Gandi. Il sindaco Giorgio Gori su Twitter, nel postare le immagini dell'assalto alla sede del sindacato, il 9 ottobre ha definito i colpevoli «fascisti travestiti da no-vax e no-green pass» e ha evidenziato l'urgenza di intervenire in tempo per fermarli.

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