Il pd in regione

Scandella punta il dito contro la Giunta Fontana per la gestione di test e tamponi

Il consigliere dem bergamasco: «La loro politica nasconde forse la volontà di non far emergere la dimensione reale del contagio in Lombardia»

Scandella punta il dito contro la Giunta Fontana per la gestione di test e tamponi
30 Maggio 2020 ore 08:10

L’Istituto superiore di sanità ha stabilito che se un cittadino effettua un test sierologico e questo è positivo, deve sottoporsi anche al tampone naso-faringeo, per essere certi che non sia ancora contagioso. «Un’ottima decisione, ma noi dobbiamo sempre distinguerci – lamenta Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd –: Regione Lombardia, nel recepire questa direttiva, ha stabilito che, nel caso in cui un cittadino effettui il test sierologico in regime privato e abbia esito positivo, rimborserà il costo dell’esame del tampone, ma solo in caso che anche quest’ultimo sia positivo».

Per Scandella «è l’ennesima riprova che Regione Lombardia non crede ai test diffusi e che persevera nella strategia sbagliata. È assurdo che un cittadino venga punito perché non è più infettivo. Il messaggio che la Regione dà ai cittadini che hanno avuto sintomi e che non sono stati visitati da nessuno, o che devono tornare al lavoro a contatto con colleghi e pubblico, ma anche a quelli che sono stati a contatto con persone malate, è che se vogliono proprio fare il test devono sapere che se lo devono pagare. E se per caso nel frattempo sono guariti, si devono pagare pure il tampone. È un disincentivo bello e buono, che nasconde forse la volontà di non far emergere la dimensione reale del contagio in Lombardia».

Insomma, per il consigliere Scandella, «prima la Giunta ha aperto di malavoglia la possibilità di fare i test sierologici a tutti i cittadini, partendo in grandissimo ritardo, ora se ne sta lavando le mani». Il Gruppo del Pd sul tema di test e tamponi ha presentato una mozione urgente con cui impegna la Regione a cambiare strategia, facendosi direttamente carico della sorveglianza sanitaria, come dovrebbe essere.

Strappo istituzionale, in Consiglio regionale, sulla Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid in Lombardia. La maggioranza Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ha eletto la consigliera regionale di Italia Viva Patrizia Baffi alla presidenza della commissione, ignorando per la terza volta il candidato indicato da Pd e M5S, che contano 27 consiglieri su 31, nonostante lo Statuto regionale preveda che il presidente sia indicato dalle minoranze. Pd e M5S avevano indicato il dem Jacopo Scandella, ma la maggioranza ha fatto valere la forza dei numeri, eleggendo l’autocandidata Patrizia Baffi di Italia Viva.

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