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la lettera al pirellone

Vaccinazioni anti-Covid agli informatori scientifici, Carretta: «Entro quali tempi?»

Secondo il consigliere regionale di Azione tale categoria professionale deve «essere riconosciuta a rischio al pari del personale sanitario»

Vaccinazioni anti-Covid agli informatori scientifici, Carretta: «Entro quali tempi?»
Politica 13 Gennaio 2021 ore 14:38

L’appello di essere inclusi nel piano regionale di vaccinazioni anti-Covid lanciato da Andrea Arena, presidente della sezione bergamasca dell’Associazione italiana informatori scientifici del farmaco, non è rimasto inascoltato. Il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta, ha infatti inviato una lettera al direttore generale Welfare Marco Trivelli per sapere se in Lombardia è prevista la vaccinazione per questi professionisti.

«Tale richiesta, nasce dalla considerazione che tale categoria debba essere riconosciuta a rischio al pari del personale sanitario – sottolinea Carretta – in virtù del fatto che svolgono la loro attività lavorativa all’interno degli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, oltre che all’interno degli ospedali, e sono quindi esposti maggiormente al contagio».

Niccolò Carretta, consigliere regionale bergamasco di Azione

Il Piano strategico nazionale di vaccinazione, elaborato da Ministero della Salute, Commissario straordinario per l’emergenza, Istituto superiore di sanità, Agenas e Aifa, sono state illustrate dal Ministro della Salute Roberto Speranza il 2 dicembre scorso. E all’interno del Piano gli informatori scientifici vengono inseriti tra il personale sanitario «rientrando quindi nella “fascia I” del piano di vaccinazione», aggiunge il consigliere regionale.

Nel complesso, su scala regionale questo specifico settore lavorativo occupa ben 6.500 addetti, dei quali circa 200 nella sola provincia di Bergamo. «Ci sono regioni come la Basilicata e la Campania che hanno già riconosciuto agli informatori scientifici del farmaco la qualifica di operatori sanitari e hanno inserito la loro categoria tra quelle prioritarie», conclude Niccolò Carretta, in attesa di conoscere i tempi entro cui il Pirellone intende dare agli informatori scientifici la possibilità di accedere al vaccino in quanto categoria a rischio.