Nervi tesi

Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy, linea dura dei sindacati: si va verso lo sciopero

La "mano tesa" di Regione non basta, la Cgil spiega che la situazione non si sblocca. Chiesto alla Prefettura un tentativo di conciliazione

Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy, linea dura dei sindacati: si va verso lo sciopero

Da un lato, l’ottimismo di Regione; dall’altro, la linea dura dei sindacati. Continuano le tensioni all’interno delle Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy. La decisione di Regione Lombardia di prendersi carico di tutti i costi relativi a personale e didattica della Ikaros così da permettere la conclusione dell’anno scolastico in corso, infatti, non sembra aver sbloccato del tutto la situazione.

«Senza stipendio da tre mesi»: sciopero più vicino

A spiegarlo sono le sigle sindacali Fp, Nidil Cgil e Cgil Lombardia, che in un comunicato stampa diffuso ieri (8 maggio) spiegano come le assemblee di Grumello del Monte, Calcio e Buccinasco, a cui hanno partecipato oltre 70 persone tra dipendenti, collaboratori e partite Iiva, abbiano scelto la linea dura: si va verso lo sciopero, dunque. Le sigle spiegano anche che la decisione chiama in causa non solo la Fondazioni Ikaros, ma anche Et Labora e JobsAcademy, «colpevoli di aver lasciato il personale senza stipendio per i mesi di febbraio, marzo e aprile».

La sede di JobsAcademy a San Paolo d’Argon

È proprio la Cgil a sottolineare come la crisi sembrasse vicina a una svolta quando, mercoledì 6 maggio, Regione Lombardia aveva proposto un piano per sbloccare i pagamenti arretrati almeno della Ikaros. Un’apertura che aveva incassato il via libera del sindacato, ma che ha subito una brusca frenata dopo la successiva presa di posizione dei presidenti delle Fondazioni, che oltre a rimarcare il loro pieno supporto a personale e famiglie e a criticare l’atteggiamento di Regione, ha parlato di «discriminazione» nel momento in cui il Pirellone escludeva le Fondazioni Et Labora e JobsAcademy – almeno per ora – dalla misura eccezionale.

Il nodo fidejussioni e l’appello a famiglie e Comuni

I sindacati, però, aggiungono che il vero problema è un altro: «Il nodo resta tecnico, ma pesantissimo: mancano le fidejussioni per alcune delle strutture formative, passaggio indispensabile perché la Regione possa pagare direttamente i lavoratori. Mancano inoltre certezze rispetto ai pagamenti futuri».

«La qualità della formazione passa prima di tutto attraverso la dignità del lavoro e l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto delle organizzazione sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale – spiegano Fp, Nidil Cgil e Cgil Lombardia -. Consapevoli dei disagi che possiamo creare alle famiglie e agli studenti, pensiamo che queste azioni, se pure dure, siano necessarie a garantire un’istruzione di qualità ai ragazzi. Motivo per cui invitiamo anche i genitori e le amministrazioni comunali coinvolte a far sentire la propria voce per risolvere al più presto questa situazione».

Chiesto al prefetto un tentativo di conciliazione

In conclusione di comunicato, i sindacati spiegano che la partita si sposta ora in Prefettura a Bergamo. Ieri le sigle hanno infatti aperto la procedura per il tentativo obbligatorio di conciliazione: se le Fondazioni non garantiranno il saldo immediato di quanto dovuto, verrà fissata la data dello sciopero che fermerà le attività in tutte le sedi. Nel frattempo, i lavoratori hanno già iniziato a muoversi per vie legali, avviando le procedure di messa in mora e le ingiunzioni di pagamento.

Rota (FI): «Da Regione grande segno di attenzione»

Iva Rota, consigliere regionale bergamasco di Forza Italia

Nonostante tutto questo, da Regione filtra ottimismo. Ivan Rota, consigliere regionale bergamasco di Forza Italia, dice: «Quanto deciso da Regione, e in particolare dall’assessore all’Istruzione, Simona Tironi, è un grande segno di attenzione verso i lavoratori che non percepiscono la retribuzione da mesi e allo stesso tempo è la soluzione per concludere l’anno scolastico per i ragazzi. La pesante crisi che sta colpendo questi importanti istituti professionali, certamente non per responsabilità di Regione, non devono in alcun modo inficiare il percorso formativo degli studenti, che sono 1.800 nelle nostre sedi bergamasche di Grumello, Calcio e San Paolo d’Argon su un totale di 2500 allievi sparsi in tutte le sedi regionali».