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L'escursione consigliata

I laghi Piano delle Casere e Marcio, le due perle di ghiaccio nascoste delle Orobie

L’ascesa non è per tutti e va valutata con attenzione in base alle condizioni meteo e alla giusta preparazione fisica. La ricompensa vale la fatica: ad attenderci troviamo molto più di un tesoro

I laghi Piano delle Casere e Marcio, le due perle di ghiaccio nascoste delle Orobie
Escursioni Val Brembana e Imagna, 24 Febbraio 2021 ore 10:24

di Angelo Corna

Sulle Orobie l’inverno la fa ancora da padrone. Rifugi e bivacchi riposano, addormentanti in attesa della primavera e sepolti sotto una spessa coltre neve. Il soffice manto ricopre alberi e crinali, congelando i tanti specchi d’acqua presenti sulle nostre montagne.

Uno spettacolo ben visibile a Carona, in Alta Val Brembana. E da lì, con circa due ore di cammino, possiamo raggiungere il lago Piano delle Casere e il vicino lago Marcio, bianche distese in un regno fatto di ghiaccio e meraviglia. Se siamo escursionisti esperti o skialp, possiamo poi continuare fino a varcare la soglia del magico regno di Frozen e toccare i laghi Gemelli, da sempre simbolo della Val Brembana.

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L’ascesa a questi ultimi non è per tutti e va valutata con attenzione in base alle condizioni meteo e alla giusta preparazione fisica. La ricompensa vale la fatica: ad attenderci troviamo molto più di un tesoro: ci attendono due “perle di ghiaccio”.

La nostra gita trova partenza dal Lungo Lago di Carona, a circa 1150 metri di quota. Marchiato dal segnavia Cai 211 e oggi traccia su neve, il sentiero sale fin da subito con pendenza costante, spesso battuto da ciaspolatori e scialpinisti. Questo primo tratto è caratterizzato dal ghiaccio; a seconda delle temperature potrebbero essere necessari dei ramponcini da neve.

Noi proseguiamo nel bosco compiendo ampi zig-zag fino a incrociare il segnavia Cai 213, Sentiero delle Orobie Orientali che proviene dal rifugio dal rifugio Calvi. Lo ignoriamo e continuiamo in direzione della diga del Lago Marcio (m.1841), uscendo finalmente dal bosco: il panorama si apre, mostrando le vette circostanti e l’invaso che ospita il suggestivo bacino artificiale. Il toponimo non rende giustizia a questo stupendo specchio d’acqua, che si presenta come una distesa di neve, bianca e immacolata.

Noi continuiamo costeggiando l’invaso sul lato orografico destro, portandoci in prossimità delle abitazioni che, ancora oggi, ospitano i guardiani delle dighe…

L’articolo completo, con i percorsi e le bellezze della zona, lo potete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 26 febbraio.