Escursioni
L'escursione consigliata

Un grande classico dell'inverno bergamasco: la salita alla cima del monte Sasna

Questa bella montagna è adatta sia alle esigenze di chi cerca un facile passeggiata, sia di chi desidera raggiungerne la vetta

Un grande classico dell'inverno bergamasco: la salita alla cima del monte Sasna
Escursioni Val Seriana, 07 Dicembre 2022 ore 09:10

di Angelo Corna

Il monte Sasna è la classica meta invernale amata sia da ciaspolatori che da scialpinisti. Questa bella montagna divide la ValBondione dalla Val di Scalve, adattandosi sia alle esigenze di chi cerca un facile passeggiata che può concludersi in uno dei tanti rifugi limitrofi, sia di chi desidera raggiungerne il culmine, posto a 2.230 metri di quota, balcone panoramico sulle valli bergamasche.

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Lizzola, punto di partenza della nostra escursione, vede come sua principale attrazione la presenza di piste da sci, situate alle pendici del vicino monte Vigna Vaga, che negli anni hanno permesso lo sviluppo dell'industria turistica nel periodo invernale, rendendo Lizzola uno dei principali centri sciistici della valle. Il nostro sentiero è contrassegnato dal segnavia Cai 307, che conduce dall'abitato fino al Passo della Manina.

Durante il periodo invernale, la traccia parte proprio in prossimità delle piste da sci, risalendo nel bosco con pendenza costante in direzione del Passo, posto a metri 1.796. Raggiungiamo il valico dopo circa un’ora e mezza di cammino; qui il panorama si apre alla meraviglia.

La nostra gita potrebbe già concludersi: i meno allenati possono dunque ridiscendere lungo un percorso ad anello, seguendo la traccia in direzione del rifugio Campelli e delle piste da sci, che ricondurranno l’escursionista al punto di partenza.

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Se siamo escursionisti esperti, e se le condizioni della neve lo permettono, possiamo invece continuare in direzione della vetta della nostra montagna. Non resta che seguire la traccia che si snoda a nord/est, risalendo dapprima un piccolo dosso, al quale segue un grosso e suggestivo “crepaccio” causato dal cedimento di una delle numerose miniere presenti nel sottosuolo.

Superiamo con calma e attenzione questa difficoltà, per poi risalire in direzione della bella e larga cresta che, tra facili saliscendi sui cocuzzoli di neve, conduce senza particolari sforzi alla prima croce del monte Sasna, posata dagli abitanti di Nona sull’antecima sud/est, a quota 2.200 metri circa. Per raggiungere la vera vetta resta ancora un piccolo sforzo…

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