Il 2-2 contro il Milan sugli spalti

Questa volta il Tas di Losanna non ci ha cancellato la gioia

Questa volta il Tas di Losanna non ci ha cancellato la gioia
Eventi 26 Settembre 2018 ore 06:00

Al minuto 93’ siamo tornati a vedere l’arcobaleno. Fino a quel momento, pioveva sconforto nemmeno fosse una delle peggiori giornate di pioggia novembrina. Poi, siccome siamo a settembre e le temperature sono quelle d’estate, Emiliano Rigoni ha schiaffato alle spalle di Donnarumma il gol del pareggio e un raggio di sole ha squarciato la notte nerazzurra formando, appunto, uno splendido arcobaleno. Già, perché pareggiare in questo modo vale tanto come vincere. E dalle parti di San Siro, sponda Milan, ultimamente ci si diverte spesso.

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Il pre-partita: caldo estivo e lasagne di verdura. Prima del match, intorno alle 16, la fila di giornalisti e di tifosi fuori dai cancelli è di quelle importanti. Pian piano, superati i controlli e con il coppino bello ustionato da un sole che sembra quello di luglio e non di inizio autunno, il codone di persone fuori dallo stadio si sposta ben presto all’interno dell’imponente impianto meneghino. San Siro è uno stadio affascinante, anche con il terzo anello chiuso (ospiti a parte) ci stanno oltre cinquantamila persone e il colpo d’occhio è di quelli tosti. Nel MediaCenter, quando mancano due ore alla sfida, arrivano domande di ogni tipo. Lele Adani, commentatore di Sky, chiede come mai l’Atalanta a Ferrara abbia fatto così male e la risposta, ci fosse, sarebbe la soluzione di tutti i problemi. Davanti al bancone del catering, invece, si trattano argomenti molto più interessanti: le lasagne sono di carne o di verdura. Con zucca e un velo di crosta in superficie, la merenda dei campioni è servita e ci si prepara alla partita con la giusta dose di calorie.

Primo tempo da incubo, con la tv davanti. I 782 ospiti presenti (oltre a quelli in altri settori, circa mille gli atalantini a San Siro) iniziano la gara con un boccone amarissimo. Higuain, dopo nemmeno un minuto e mezzo, insacca il gol del vantaggio. La sua girata volante gela tutti gli orobici che si sono arrampicati fino al terzo verde per quello che sembra il terzo tempo di un film da incubo iniziato con il Cagliari e proseguito con la Spal. Per tutto il primo tempo, sia dal vivo che davanti alla tv, il commento è unanime: ancora non ci siamo. Certo, dopo il gol annullato a Bonaventura per fuorigioco arriva il colpo di testa di Pasalic da un metro che si spegne sul fondo, ma l’Atalanta non è ancora quella che tutti vorrebbero vedere e solo un Milan che viene pure fischiato per troppa arrendevolezza (nel minuto di recupero del primo tempo succede ben due volte) maschera un po’ la preoccupazione dei sostenitori orobici. Durante l’intervallo, mentre si rivedono le immagini alla tv, inizia a serpeggiare un po’ di nervosismo che preoccupa, eccome.

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Secondo tempo da applausi, grinta e ardore. Nella ripresa, Gasperini (squalificato ma presente allo stadio dentro un box protetto, mentre in panchina siede Gritti) cambia tutto, con Zapata e Rigoni dentro. Dal settore ospiti arriva qualche coro in più, spinto anche dalle buone iniziative del colombiano. Quando Gomez insacca l’1-1 grazie a una bella combinazione tra Rigoni e Zapata, si capisce subito che un risultato positivo si può strappare. Bonaventura pochi minuti dopo cancella i sogni di gloria e, fino alla fine, resta solo tanta speranza.

Il finale: Rigoni, il 2-2 e le code. Il finale di gara è da urlo: prima de Roon si ferma alla riga, dove mette il piedone Rodriguez a salvare, ma poi ci pensa Rigoni, che raccoglie una respinta di Donnarumma su conclusione ravvicinata di Zapata e manda in visibilio il settore ospiti. Il Var deve controllare, qualcuno dopo la conferma della rete chiede se è tutto buono o bisogna aspettare anche il Tas di Losanna (concedetela...) ma al fischio finale addirittura c’è un pizzico di rammarico perché si poteva finanche arrivare al successo. Il deflusso da San Siro è piacevole nonostante una coda chilometrica che accompagna tutti verso l’autostrada. Il viaggio con Tamara e mamma vicino al collega Mayer passa grazie a una piacevole chiacchierata che tocca tanti temi, mentre CR7, alla radio, segna il gol del vantaggio al Frosinone. Ci scusi il portoghese, ma del suo terzo gol con la Juve in questo momento ci interessa poco: l’Atalanta è tornata, i tifosi hanno fiducia e mercoledì c’è il Torino. Alla carica!