E poi un altro testimone

Video-testimonianza dall’Argentina «Io c’ero alle Ghiaie: il sole ruotava»

Video-testimonianza dall’Argentina «Io c’ero alle Ghiaie: il sole ruotava»
Eventi 27 Ottobre 2017 ore 07:00

Che cosa è successo alle Ghiaie di Bonate in quel maggio del 1944? Che cosa è accaduto a quella bambina, dal viso paffuto, di nome Adelaide Roncalli? Stiamo cercando di raccontare quei momenti, attraverso le testimonianze di chi c’era, di chi ha visto, andando anche a rivedere i giornali e i filmati del tempo.

Una testimonianza dall'Argentina. Oliva Mazzocchi è una signora di 88 anni che vive a Campana, in Argentina, dove si trova una colonia di bergamaschi arrivati laggiù per via delle aziende siderurgiche della famiglia Rocca. La signora Oliva ha saputo di questi articoli dalla nipote Marinella Ronchetti che abita a Bergamo, in via Baioni. E ha voluto dare il suo contributo: ha mandato un video di circa quattro minuti con la sua testimonianza. Oliva Mazzocchi parla con grande lucidità, è vestita con un abito di taglio elegante e semplice, nero, con alcuni fiori.

Dice la signora nella sua testimonianza: «Sono nata a Bergamo il 5 gennaio del 1929 in via San Bernardino, ho vissuto in via Filippo Corridoni numero 7, prima di partire per l’Argentina quando avevo vent’anni. Il giorno che sono andata in bicicletta con un’amica di vent’anni, alle Ghiaie c’era già molta gente, avevano distrutto il campo di granoturco e c’era anche gente sopra un rialzo del terreno, era tanta come quella che c’era sotto. La bambina non l’ho vista, o meglio, l’ho vista solo passare in uno spazio che la gente aveva lasciato libero in mezzo perché la bambina potesse arrivare nel posto della sue apparizioni e veniva in braccio a un militare. Io non l’ho vista quando lei andava in estasi, però lì vicino avevano già disposto delle carrozzine con degli ammalati.

 

 

A un certo punto, quando lei ha finito di parlare con la Madonna gli ha detto alla Madonna di dare un segno perché la gente potesse credere e allora io ero di fronte, dall’altra parte dello spazio, c’era la gente che guardava e vedevo la gente che veniva verde, gialla e ho capito che qualcosa stava succedendo, fra tutta la gente, e un prete diceva “Non guardate, è una cosa ottica!” però naturalmente nessuno lo ha ascoltato ci siamo voltati tutti e abbiamo visto che le nuvole, che quel giorno era abbastanza grigio il tempo si erano aperte e in mezzo c’era il sole che palpitava e roteava cambiando di colore, verde, giallo, lasciando come un buco nero come se dovesse cadere verso la terra. Quando tutto quello è finito la gente tutta ha cominciato a cantare "Ave Maria", tutti insieme. È quello che io ricordo». In questo punto la voce di Oliva si incrina, la commozione è evidente. Poi si schiarisce la voce e riprende: «Sono tornata a Bonate nel 2009 perché nel mio ricordo la gente era su un campo e su una collinetta. sono andata a vedere perché poteva essere che mi ero sbagliata e ho visto in effetti il rialzo del terreno e quello mi ha dato l’idea che ricordavo bene quello che era successo».

 

https://www.youtube.com/watch?v=RHNdRfGHOgc

 

Il filmato di Vittorio Villa. Che cosa è successo settantatré anni fa a Bonate Sotto, nella località Torchio, della frazione di Ghiaie? La bambina Adelaide la si vede bene nel documentario in bianco e nero e muto che Vittorio Villa girò in quel 1944. È possibile osservarla: paffuta, dal bel viso, in mezzo alla folla. Una folla commovente, enorme, che viene ripresa anche mentre arriva con i torpedoni, i carretti, a piedi, con il treno alla stazione di Ponte San Pietro. Erano giornata caldissime, i bambini avevano i fazzoletti in testa. Si vedono i soldati e poi arrivare storpi, persone in carrozzina, portate sulla lettiga. E si vede Adelaide in estasi, con i medici attorno che la osservano, qualcuno che le deterge il sudore dalla fronte, qualcuno che la tocca, ma lei ha gli occhi fissi verso un punto preciso, come se stesse osservando una realtà che appartiene a una dimensione diversa, che non è la nostra.

 

 

Una testimonianza bergamasca. Mercoledì pomeriggio ha telefonato in redazione un altro testimone, Nando Ceribelli, 86 anni, di Pignolo. Ha raccontato: «Me lo ricordo come fosse adesso, se può essere utile ve lo racconto. Mi trovavo in via Verdi con il mio amico Dotti, venivamo dall’oratorio, che è in via Sant’Elisabetta, lì su l l’angolo c’era l’autoscuola Locatelli, di fronte il negozio di strumenti musicali Ghisleri. Non so perché stavamo guardando le vetrine dell’autoscuola, ci siamo resi conto che la luce era strana, alla nostra sinistra c’era il sole, abbiamo guardato e il sole ruotava, come un girandola. Io non so spiegare... ha presente le girandole che si usavano alle fiere? Così: cambiava colore, pulsava. Ecco, questo l’ho visto con i miei occhi, e con me c’era il Dotti. Io avevo tredici anni, abitavo in Pignolo. Ricordo che faceva caldo perché eravamo vestiti leggeri».