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In scena “Lo Schiaccianoci” del Russian Classical Ballet al Creberg Teatro

Il grande balletto russo torna in città. La compagnia, diretta da Evgeniya Bespalova (che abbiamo intervistato), è composta da un cast di ballerini di primo piano

In scena “Lo Schiaccianoci” del Russian Classical Ballet al Creberg Teatro
Spettacoli Bergamo, 18 Dicembre 2021 ore 00:05

Il grande balletto russo torna oggi, sabato 18 dicembre, al Creberg Teatro: alle 21 il Russian Classical Ballet mette in scena “Lo Schiaccianoci”. La compagnia, diretta da Evgeniya Bespalova (che qui collabora con Denis Karakashev per la direzione artistica), è composta da un cast di ballerini diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche russe: Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Perm. La preparazione accademica e le esperienze internazionali si sposano con l’irriverenza di talenti emergenti nel panorama della coreutica moscovita.

Evgeniya Bespalova, ci sono più compagnie di ballo russe che durante l’inverno passano in tournée in Italia. O almeno passavano, prima della pandemia. In cosa si distingue il Russian Classical Ballet?

«Prima della pandemia c'erano almeno tre compagnie russe che giravano in Italia. Per questa stagione il Russian Classical Ballet è l'unica compagnia moscovita in tour nel Paese. Ciò che la distingue dalle altre, oggi come in passato, è la qualità del corpo di ballo, le sofisticate scenografie realizzate a mano e gli splendidi costumi di taglio ottocentesco. In ultimo la serietà e la professionalità della produzione italiana ha fatto sì che, nonostante tutte le restrizioni che ben conosciamo, la tournée andasse in scena in tutto il Belpaese».

A proposito degli stop imposti dalla pandemia, il settore del balletto moscovita è stato efficacemente tutelato dalle istituzioni?

«È stato molto difficile avere dei sostegni statali per le produzioni italiane, mentre le istituzioni della Federazione Russa non hanno in alcun modo previsto dei sostegni per le compagnie private».

L’Italia adora i balletti russi, e “Lo Schiaccianoci”: che spiegazione ha, secondo lei, questo fascino senza tempo?

«È dovuto al connubio di due tra i massimi artisti del balletto di tutti i tempi, Igor Tchaikovsky e Marius Petipa, e il loro imbattersi in una favola senza tempo che conduce lo spettatore di ogni età in un mondo onirico e fantastico».

Cosa si augura per il 2022?

«Tutti noi che apparteniamo al mondo del balletto e del teatro ci auguriamo semplicemente di poter svolgere il nostro lavoro serenamente e senza restrizioni».