Per fortuna esiste il caffè

Il cafonometro sul cambio dell’ora Basta battute sull’aggettivo “legale”!

Il cafonometro sul cambio dell’ora Basta battute sull’aggettivo “legale”!
Tendenze 03 Aprile 2019 ore 15:34

Sono giorni difficili: il tempo fa il pazzo, la stagione non prende una posizione, il papa fa lo scherzetto della manina. E in più cambia l’orario. Una rassegna delle cafonate sul cambio dell’ora.

 

10) Le battute sull’aggettivo “legale”

Cafone il giusto, onestamente un po’ inflazionate. Possiamo concedercene una il primo giorno, al massimo una ulteriore con i colleghi. Poi basta. Diventate pedanti e provinciali. Molto à la page, a fermare che i frequenti viaggi vi hanno resi immuni da tali modifiche e vivete una lunga giornata al di sopra cicli solari.

Livello cafonaggine: Made in Sud.

Piace perché: immancabile.

 

9) La primavera

È subito stagione, un raggio di sole in più ed è subito allucinazione collettiva da buon umore. Stiamo calmi, vi prego. Manteniamo un contegno.

Livello cafonaggine: entusiasmo ingiustificato.

Piace perché: ogni tanto serve.

 

8) Il servizio al Tg

Irrinunciabile il servizio al Tg con il disegno degli orologi e la sezione colorata della lancetta che si sposta. Seguono consigli su come equilibrare l’alternanza sonno-veglia. E siamo nel 2019, quando tutti i dispositivi si sono autonomamente e automaticamente settati sull’orario corretto. Cafonissimo.

Livello cafonaggine: classico italiano.

Piace perché: rassicurante.

 

7) Uscire dall’ufficio quando c’è ancora il sole

Deriva del punto 9, condanna ad aperitivi indesiderati con colleghi molesti e drink scadenti. Tuttavia, meravigliosa sensazione.

Livello cafonaggine: sentirsi giovani.

Piace perché: sempre meglio dell’inverno.

 

6) I disturbi del sonno

È peggio del jet lag, un disastro. Lunedì abbiamo visto volti sconvolti e sbadigli al limite dello slogamento del cranio. Eravamo tutti sopravvissuti a una grande battaglia, la notte che dura un’ora in meno, ma portavamo i segni della fatica sul viso e nel corpo.

Livello cafonaggine: condizioni fisiche estreme.

Piace perché: è durato poco.

 

5) Adesso sono le… ma sarebbero…

Basta. Veramente, basta.

Livello cafonaggine: frasi fatte.

Piace perché: rassicurante.

 

4) Gli orologi da polso e da parete

La tecnologia ci rovina ma ci vizia. I nostri telefoni hanno cambiato automaticamente l’orario, senza nessuno sforzo. Nessun minimo coinvolgimento da parte nostra. Ma loro invece no. I dettagli ideologici analogici che resistono al tempo e alle contaminazioni dell’era digitale, gli orologi da polso e da parete (escluse quelle cafonate da senza Dio che sono gli smartwatch). Loro sono rimasti lì, con i loro comandi meccanici a indicare l’ora di settimana scorsa, quando, improvvisamente, un osservatore più attento ha rilevato un errore palese. Girare la manopola per portare la lancetta al posto giusto è un tenero ricordo dell’infanzia.

Livello cafonaggine: smarrimento iniziale.

Piace perché: amarcord.

 

3) La riforma

La riforma della quale si è capito meno è senz’altro quella sull’abolizione del cambio dell’ora. Riforma fra l’altro approvata. È dunque l’ultima volte che potremo parlare di questi problemi, cosa che rende questo cafonometro un pezzo unico e irripetibile nel suo genere.

Livello cafonaggine: legislazione incomprensibile.

Piace perché: ne avevamo davvero bisogno?

 

2) Il caffè

Veniamo alle dipendenze, alle sostanze che aiutano questa dura vita a proseguire meno disturbata. Il cambio dell’ora ci ha messi alla prova, queste giornate incerte nella temperatura, nell’orario e nella stagione ci disorientano. Basta così poco a sconvolgere per sempre l’essere umano che – meschino – vive di abitudini. Come sopravvivere? Solo ingurgitando dosi preoccupanti di caffè nella speranza – vana – che un po’ di caffeina ben distribuita nel corso della giornata possa vincere contro la pesantezza indotta da una crudele e precisa modifica dell’orario e dunque del tempo e dunque dell’esistenza nel profondo.

Livello cafonaggine: rehab da caffè.

Piace perché: grande classico.

 

1) La melatonina

La scatola già aperta per l’ultimo viaggio è una pessima idea. Sostanza abusata, ingiustamente assunta a sproposito, l’integratore di melatonina ha il suo momento di gloria pop, in questi giorni più che mai. Compare nelle borsette delle signore come l’accessorio più desiderato. Rassegnatevi: sarete distrutti per i prossimi giorni. Riprenderete in mano la vostra vita solo settimana prossima.

Livello cafonaggine: abuso farmacologico.

Piace perché: salvezza in pillole.

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