ci credono davvero, eh

Pensieri segreti di una commessa Quelli che «domani inizio a correre»

Pensieri segreti di una commessa Quelli che «domani inizio a correre»
11 Marzo 2017 ore 07:30

La primavera è quasi arrivata. L’ansia della prova costume è alle porte. In anticipo sul rotolo, i previdenti futuri bagnanti corrono ai ripari. Come lo sappiamo? Marzo è la stagione degli acquisti sportivi. Prima ci si preoccupa di mangiare bene passando dal reparto bio, poi ci si preoccupa della forma fisica visitando i vari negozi di articoli sportivi.

Ogni anno la stessa scena. I pesi massimi del casoncello varcano la soglia della Decathlon con cipiglio convinto. Non hanno più dubbi, lo specchio stamattina l’hanno convinto a cambiare stile di vita. Da oggi si inizia la ripresa. Primo esercizio fisico di un certo peso: lo svuotamento del frigo. Secondo: quello del portafogli, acquistando tutto l’occorrente per il nuovo regime. Terzo passaggio: equipaggiarsi per le olimpiadi. Con espressione da Rambo si dirigono verso il reparto scarpe da corsa.

 

 

Equipaggiamento da Olimpiadi. Sono determinati a buttare giù tutta la polenta taragna che hanno stivato sui fianchi, quindi non degnano nemmeno di uno sguardo le scarpe da principiante che sono in bella vista all’inizio del reparto. Loro vogliono il massimo, perché hanno deciso stamattina che correranno almeno venti chilometri al giorno da oggi fino al Natale prossimo. Puntano sulle scarpe tecniche più costose del reparto, quelle traspiranti, ammortizzanti, ad alta tenuta e basso attrito, con cuscinetti per il tallone e anche per la cervicale, modello Fiona May che magari gli si allungano anche le gambe.

A questo punto la commessa scaltra infila il suo zampino a mo’ di piede di porco per scassinare una gioielleria, e punta sull’entusiasmo del neofita per vendergli ogni sorta di inutilità. «Ha mai provato i nostri leggins ad alta tenuta?». Non si sa di quale tenuta si stia parlando, ma credo sia verosimilmente la tenuta del gluteo per impedire danni all’ambiente circostante. «No, ho appena iniziato a correre, ma dice che mi servono?». Caro il mio ingenuo pseudo sportivo della domenica, la commessa della Decathlon non è mica lì per fare la giovane marmotta e guidarti nello sconosciuto mondo dello sport. Trattasi di commercio. Se le chiedi l’utilità di un ulteriore acquisto, sarà sicuramente necessario. «Certo, non si può correre senza un tessuto che favorisca la traspirazione». E a questo punto ovviamente viene caricato nel cestello dello sprovveduto maratoneta un intero corredo matrimoniale in tessuto traspirante, comprese mutande, cerotti per il naso e orecchini, ché non si sa mai chi incontri quando vai a correre, vuoi farti vedere con le orecchie sudate?

 

 

La misurazione competitiva. Per il maschio medio, poi (negate se ne avete il coraggio), che è incline alla misurazione competitiva, è d’obbligo la strumentazione elettronica per monitorare le prestazioni professionistiche delle sue passeggiate col cane. Cronometro, barometro, altimetro, frequenzimetro, misuratore di calorie, sonar per fondali marini e radar antiaereo e anche fotocopiatrice. Tutto in un solo quadrante da polso della dimensione di una padella e del peso di un’incudine. È un miracolo se riesci a correre dritto. Ma il nostro sportivo della domenica già si visualizza mentre corre in stile Baywatch, con il vento tra i capelli che gli asciuga il sudore e il computer da astronauta che gli narra le sue prestazioni epiche. Sul marciapiede col cane.

 

 

L’integratore, sgargiante come non mai. Una volta appagata anche l’atavica voglia di sfidare i propri limiti (della carta di credito), il cliente soddisfatto si sente già più in forma, e si avvicina alle casse. Dove però un altro tranello è già in agguato. L’integratore. Eh sì. Dopo aver corso per tutti quei chilometri nella savana, il nostro atletico eroe avrà bisogno di reintegrarsi. E allora parte il trip sul bibitone. I più si lasciano attrarre dai colori sgargianti e si prendono qualche intruglio a casaccio, l’importante è che ci sia scritto magnesio e sali minerali. Poi come, quando, perché farne uso, resta un mistero lasciato al caso o all’amico che una volta ne faceva uso, quando era militare o alla scuola di pesca. Poi ci sono invece quelli attenti, che ci provano e si lanciano nella consultazione dell’etichetta. Non fatelo, ne va della vostra solidità psicologica, e soprattutto non sapreste comunque quale comprare. Una volta ho portato con me un medico, nella speranza di vederci chiaro una volta per tutte. Il nostro shopping si è concluso con un: «Fatti una borraccia di acqua, sale e limone». Ma lui non demorde, ormai è sulla via dell’atleticità e così decide ancora una volta di fidarsi del commesso, che si sa, è lì solo e soltanto per passione e amore dello sport. La spesa del nostro sportivo pseudo olimpico si conclude con l’acquisto di un integratore per tipo, compreso quello alla creatina e amminoacidi per body builder, non si sa mai che ci scappi una seduta in sala pesi.

Ed esce così, stracarico e galvanizzato, dalle porte. Tempo di allenamento netto, una settimana. Peso perso, 4 grammi, quello delle banconote da 50 euro lasciate alla cassa. In compenso però, avrà un nuovo orologio da polso che gli dirà che facendo il vialetto di casa ha perso dieci calorie.

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