Due studi e una gallery hollywoodiana

Perché con la barba è meglio Lo garantiscono vip e scienziati

Perché con la barba è meglio Lo garantiscono vip e scienziati
Tendenze 06 Giugno 2015 ore 12:00

Prendete una delle classiche immagine che raffigurano Karl Marx: del padre de Il Capitale ricordiamo forse la postura, ma di certo non dimenticheremo mai il folto barbone che incornicia il suo volto. Buffa e anacronistica, la barba di Marx per molti anni ci ha fatto pensare a qualcosa di datato, vecchio e anche un po’ divertente. Ora facciamo un salto temporale di quasi due secoli e guardiamo le comuni reazione di fronte al look che da poco tempo sta sfoggiando una star hollywoodiana del calibro di Leonardo Di Caprio. Il divo di Titanic e Inception nell’ultimo periodo si è fatto fotografare con una barba lunga e per nulla curata (oltre che con una discreta pancetta), a testimonianza di una tendenza sempre più comune tra i vip, hollywoodiani e non. E di una moda vera e propria che da qualche anno ha conquistato i giovani. Ma qual è il motivo per cui gli uomini si fanno crescere la barba?

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La prima ricerca. Alcuni studiosi dell’University of Western Australia, istituto di Perth che si occupa dal 1911 di ricerche ed approfondimenti, hanno analizzato 154 differenti tipi di primati, constando come ben 45 di questi utilizzino segni distintivi per comunicare il grado di importanza all’interno del gruppo di riferimento. Importanza che può essere tradotta in attrazione da parte degli altri, identità spiccata e senso di autorità. Tra le scimmie, l’elemento che definisce l’autoritarismo parrebbe essere un naso ben pronunciato, mentre tra gli uomini le analisi hanno selezionato una barba considerevole come fonte di importanza e di autostima.

La ricerca però non si è fermata qui ed è andata a studiare quale fosse periodo storico in cui questo cambiamento è divenuto effettivo. Sono gli anni che, in Gran Bretagna, vanno dal 1842 al 1971: in questo periodo i peli facciali (barba o baffi), cominciano ad essere associati ad un elevato sex appeal. Sì ma perché? A spiegare il tutto ci ha pensato il dottor Cyril Grueter, lo specialista a capo del team di studiosi, che ha evidenziato come in un gruppo nuovo occorra un segno distintivo per emergere e per affermare la propria autorità. A tutto ciò bisogna aggiungere che la barba lunga viene associata ad una maggiore virilità e per questo divine facilmente un elemento competitivo tra gli uomini.

 

 

Lo studio gallese. Nel Galles pare che sia in corso una vera sfida ad interpretare i perché della barba. Anche l’University of New South Wales, fondata nel 1949 e situata a Sydney, ha effettuato un’indagine sulla barba con risultati curiosi e sorprendenti. Anzitutto è stato evidenziato come l’essere umano prediliga i volti più insoliti (fino a qualche anno fa la barba era un fenomeno rarissimo), inoltre pare che la barba spopoli nei momenti di crisi in quanto, secondo gli analisti dell’ateneo australiano, era in voga negli USA durante la Grande Depressione ed è tornata trendy con la crisi economica del 2008.

L’aspetto però più curioso della ricerca riguarda la ciclicità del ricorso alla barba, una moda che ricopre un tempo di circa 30-40 anni. Così negli anni Settante barbe e basette si sono alternate con baffi folti che, negli anni Ottanta, si sono evoluti in pizzetto per poi arrivare, con l’avvento degli anni Novanta, al volto pulito senza peli. Fino al 2010 l’ideale uomo era glabro e asciutto, trend che sembra ora ricominciare da capo anche perché, confermando i risultati dei vicini di Perth, l’uomo barbuto ha più rilevanza relazionale e maggiore successo nei colloqui di lavoro.