Il video di Guido Fly Bg

In volo sulla diga del Barbellino Le Orobie mozzafiato dal drone

In volo sulla diga del Barbellino Le Orobie mozzafiato dal drone
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Guido Merelli ha 42 anni, un diploma al Pesenti, e vive a Vertova. Lavora in un negozio del suo paese, la Piemme Computer, ama la tecnologia e da anni è appassionato anche di volo. O meglio, di droni. Con un Dji Phantom 3 Advanced (per gli intenditori, si tratta di un modello ready to fly, con camera da 12 Mpixels montata su gimbal a 3 assi e risoluzione video che raggiunge i 2.7k a 30 fps) e un Osmo (per le riprese a terra) immortala paesaggi incredibili nei dintorni di Bergamo e poi li carica sul suo profilo Youtube, che conta ormai 22 video, tutti corredati di musica ad hoc.

Se dovessimo andare per zone e regioni, la maggior parte delle sue registrazioni si colloca in Val Seriana (o Val Gandino, insomma, lì attorno), su cui fa planare i suoi dispositivi in ogni stagione, regalandoci paesaggi orobici davvero incantevoli. Avevamo proposto una raccolta delle sue registrazioni migliori qui. Questa volta, invece, ci porta in Valbondione, a sorvolare le montagne bergamasche là dove paesaggi naturali e mano dell'uomo hanno cooperato a creare meraviglie: la diga del Barbellino, con le Cascate del Serio e il Rifugio Curò.

Accompagnati dalla suadente musica di Enya, So I could find my way, si plana sopra le cascate più alte d'Italia (315 metri, con triplice salto di 107 e 75 metri) che già secoli fa venivano ammirate dagli alpinisti e che scendevano, prima della diga del 1931, con i suoi 18,5 milioni di metri cubi d'acqua, dal lato sud del sovrastante piano del Barbellino. Oggi si possono ammirare in occasione di cinque appuntamenti tra giugno e ottobre: i prossimi sono il 18 settembre e il 9 ottobre.

E poi si vola sul rifugio Curò, entrando anche nelle sale interne. Situato a 1915 metri di altitudine, è stato il secondo rifugio ad essere inaugurato dal CAI di Bergamo nel 1886, dopo quello di Cà Brunona. Il nome si deve all'ingegner Antonio Curò allora presidente del CAI. E poi, nel 1973, su progetto del geometra Luigi Locatelli, ne è stato edificato un secondo, quello attualmente utilizzato, con 92 posti letto.

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