Il video di Guido Fly Bg

In volo sulla diga del Barbellino Le Orobie mozzafiato dal drone

In volo sulla diga del Barbellino Le Orobie mozzafiato dal drone
24 Agosto 2016 ore 02:45

Guido Merelli ha 42 anni, un diploma al Pesenti, e vive a Vertova. Lavora in un negozio del suo paese, la Piemme Computer, ama la tecnologia e da anni è appassionato anche di volo. O meglio, di droni. Con un Dji Phantom 3 Advanced (per gli intenditori, si tratta di un modello ready to fly, con camera da 12 Mpixels montata su gimbal a 3 assi e risoluzione video che raggiunge i 2.7k a 30 fps) e un Osmo (per le riprese a terra) immortala paesaggi incredibili nei dintorni di Bergamo e poi li carica sul suo profilo Youtube, che conta ormai 22 video, tutti corredati di musica ad hoc.

Se dovessimo andare per zone e regioni, la maggior parte delle sue registrazioni si colloca in Val Seriana (o Val Gandino, insomma, lì attorno), su cui fa planare i suoi dispositivi in ogni stagione, regalandoci paesaggi orobici davvero incantevoli. Avevamo proposto una raccolta delle sue registrazioni migliori qui. Questa volta, invece, ci porta in Valbondione, a sorvolare le montagne bergamasche là dove paesaggi naturali e mano dell’uomo hanno cooperato a creare meraviglie: la diga del Barbellino, con le Cascate del Serio e il Rifugio Curò.

Accompagnati dalla suadente musica di Enya, So I could find my way, si plana sopra le cascate più alte d’Italia (315 metri, con triplice salto di 107 e 75 metri) che già secoli fa venivano ammirate dagli alpinisti e che scendevano, prima della diga del 1931, con i suoi 18,5 milioni di metri cubi d’acqua, dal lato sud del sovrastante piano del Barbellino. Oggi si possono ammirare in occasione di cinque appuntamenti tra giugno e ottobre: i prossimi sono il 18 settembre e il 9 ottobre.

E poi si vola sul rifugio Curò, entrando anche nelle sale interne. Situato a 1915 metri di altitudine, è stato il secondo rifugio ad essere inaugurato dal CAI di Bergamo nel 1886, dopo quello di Cà Brunona. Il nome si deve all’ingegner Antonio Curò allora presidente del CAI. E poi, nel 1973, su progetto del geometra Luigi Locatelli, ne è stato edificato un secondo, quello attualmente utilizzato, con 92 posti letto.

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