Tiriamo le somme

Chi ha vinto l’estate a Bergamo Bilancio di tutti gli spazi cittadini

Chi ha vinto l’estate a Bergamo Bilancio di tutti gli spazi cittadini
12 Ottobre 2016 ore 09:05

Un’altra estate se n’è andata. E con lei anche la stagione più viva di Bergamo. Merito degli estivi, cioè gli spazi destinati dal Comune all’intrattenimento, che quest’anno sono stati ben sei (non è incluso l’Edoné, che, pur avendo una sua programmazione estiva, è aperto e super attivo tutto l’anno). Musica, buon cibo, eventi: un mix di vita in grado di accontentare tutti. Tre su, ai piani “nobili” di Città Alta, e tre giù, tra parchi e natura. Ora che la stagione più calda dell’anno inizia ad essere soltanto un ricordo, è il momento di tirare le somme.

Chi, comunque vada, ne esce vincitore è il Comune, riuscito a confermare gli spazi dell’anno passato aggiungendo anche la novità del parco Goisis. Più complesso è invece il discorso riguardante i commercianti che hanno gestito gli spazi. Una scommessa vera e propria, se si tiene conto delle tante incognite a cui si va incontro, su tutte le condizioni atmosferiche, che quest’anno, in particolare a giugno, non sono certo state ottimali. Inaspettatamente, a conti fatti, a non brillare è stata Città Alta.

 

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L’evento We Run Bergamo al Cocolele Green Village.

 

Città Alta a Città Alta. Storicamente gli estivi di Bergamo erano due: gli spalti di San Michele e quelli di San Giacomo. Per anni i due spazi sono stati i soli locali a cielo aperto, ma le cose sono cambiate. Sia il Lime, ovvero San Giacomo (gestito dal Bar Flora), che il CB, ovvero San Michele (gestito dalla Birreria di Bergamo Alta), hanno dovuto fare i conti con un’affluenza inferiore rispetto al 2015. Vuoi per il maltempo, vuoi forse per una programmazione meno ricca e varia rispetto al passato, entrambi hanno riscontrato un sensibile calo. Diversi frequentatori hanno inoltre notato come, per la prima volta, tutti e tre gli spazi del borgo antico siano stati gestiti da commercianti di Città Alta. E forse proprio questo si è rivelato un limite: l’assenza di concorrenza e il livellamento di prezzi (verso l’alto) e programmazione artistica (verso il basso), alla fine hanno influito in negativo.

 

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Estivo CB, agli Spalti di San Michele.

 

Una valutazione che non trova d’accordo i diretti interessati, come Emiliano Crafa, titolare della Birreria di Bergamo Alta. A suo parere la presenza di soli commercianti di Città Alta rappresenta una nota positiva. E aggiunge: «Il calo c’è stato, ma non è certo imputabile a un’assenza di concorrenza. Il maltempo di giugno ci ha costretti a lavorare con il freno a mano tirato. E poi i problemi quassù sono sempre gli stessi: l’assenza di parcheggi, le difficoltà nei rapporti con i residenti. Semplicemente a questi s’è aggiunto il maltempo». Dello stesso avviso è Luca Spinelli del Bar Flora: «Al bando per San Giacomo hanno partecipato in cinque, solo noi eravamo di Città Alta. Credo che il problema non esista. Io mi ritengo soddisfatto. Bisogna tenere conto che l’utenza è molto cambiata. Oggi portare grandi nomi sulle Mura, con conseguenti spese, non ha più senso. La gente vuole tranquillità. Certo, se poi il tempo è quello di giugno… La verità è che con un estivo difficilmente ci si guadagna. Sono troppe le incognite».

 

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Gli spalti di Sant’Agostino, con 15 marchi storici di Città Alta.

 

Sant’Agostino e la Trucca, due conferme. Ma tra gli spalti c’è anche chi non ha deluso. A Sant’Agostino, ad esempio, per il secondo anno consecutivo 15 marchi storici di Città Alta hanno gestito in società lo spazio e i già ottimi risultati dell’anno scorso sono stati confermati. Ciò nonostante il maltempo abbia, ovviamente, influito anche per loro. Secondo i fratelli Amaddeo di Da Mimmo, il segreto del successo è stata l’unione: «Le relazioni tra noi membri della società sono rafforzate e consolidate – spiegano Massimo e Roberto –. È come stare in un condominio dove tutti condividono costi, guadagni e obiettivi». I clienti, inoltre, hanno apprezzato la varietà dell’offerta. Sebbene l’abbinamento pizza e birra sia sempre il preferito, il sistema pensato ha permesso anche a realtà meno adatte a questo tipo di mercato di trovare un proprio spazio: «È bello vedere che, ad esempio, delle enoteche siano riuscite a condividere con noi questa avventura – dice Massimo –. Dimostra che il progetto è vincente».

 

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Extate alla Trucca, di 30 & Lode Cafè.

 

Altra conferma dell’estate bergamasca arriva da città bassa, più precisamente dal parco della Trucca, dove il 30 & Lode Cafè, per il secondo anno consecutivo, ha dato vita a Extate alla Trucca, spazio apprezzato soprattutto dai più giovani. La terrazza e il grande palcoscenico sono stati gli elementi perfetti per accogliere una programmazione musicale ricca, curata dalla Bros Agency: «La sinergia tra lato artistico e lato organizzativo è stata fondamentale per poter accogliere eventi da migliaia di persone – spiega Francesco Zazza, dj e socio della Bros Agency –. Negli estivi bisogna osare se si vuole “vincere”».

 

Cocolele Green Village

Il Cocolele Green Village al Parco Goisis.

 

Cocolele Green Village, la sorpresa. In un contesto già ricco e vario, s’è aggiunto un altro protagonista: il parco Goisis, per oltre tre mesi casa del Cocolele Green Village. La titolare Loredana Perino, dopo la bella «ma sfiancante» esperienza del 2015 a San Giacomo, ha scommesso sul “suo” quartiere, Monterosso. E ha vinto. «Ma per noi non è una sorpresa – spiega –. Credevamo nel progetto, sapevamo di poter fare bene. Abbiamo subito il maltempo di giugno ma poi siamo andati in crescendo». A stupire è stata soprattutto la varietà della clientela: a cena i tavoli si riempivano di famiglie che poi, dalle 22 circa, lasciavano spazio ai più giovani. Filippo Tarabini, che si è occupato del servizio, racconta: «Non è il primo estivo per cui lavoro, ma una clientela così varia non l’avevo mai vista. È come se il Cocolele fosse diventato parte integrante del quartiere». La direzione artistica, affidata a Diego Capoferri, ha puntato su eventi adatti a un ambiente più raccolto e intimo. Meglio quest’anno allora, o l’anno passato a San Giacomo? «Sono state due esperienze diverse – spiega Perino –. Forse in Città Alta sentivamo un po’ di più la pressione di dover far bene a tutti i costi. Non so se scommetterei di nuovo sugli spalti. Oggi, con il crescere della concorrenza, è difficile fare bene lassù».

 

Astino 2016

Astino Estate 2016, con La Marianna, Da Mimmo ed Elav.

 

Ad Astino tutto bene. Chi invece non ha avuto problemi di concorrenza è stata Astino, la società formata da tre marchi noti di Bergamo (Da Mimmo, La Marianna ed Elav) a cui la Fondazione Mia ha affidato la gestione estiva dell’ex Monastero. Dopo una partenza complicata, Astino è diventato l’estivo preferito da chi cercava tranquillità e buon cibo. Le perplessità attorno al successo di questo spazio, soprattutto dopo le non ottime recensioni dell’anno passato, erano molte. Ma alla fine hanno avuto ragione i commercianti che ci hanno creduto. Come in Sant’Agostino, anche qui il segreto è stata l’unione: «La regia diretta è stata fondamentale – dice Massimo Amaddeo –. Tutto è stato curato nei minimi dettagli». Un fattore fondamentale, se si considera la vocazione culturale della location e la necessità che il prodotto offerto ne tenesse conto. Obiettivo centrato.

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