Vincitore dell'edizione 2015

Ronzoni torna a Hell’s Kitchen (e intanto si dà al veg creativo)

Ronzoni torna a Hell’s Kitchen (e intanto si dà al veg creativo)
Viva Bèrghem 22 Settembre 2016 ore 10:00

«Oggi, come piatto speciale, oltre al nostro menù con le portate classiche, abbiamo Tagliolini alle ortiche con verdure croccanti in crema di curry e Straccetti di muscolo di grano alla mediterranea con olive, capperi, pomodoro e basilico, etrambi assolutamente veg!», spiega Mirko Ronzoni, 26enne bergamasco di Dalmine. L’avevamo lasciato esultante su Sky Uno a luglio 2015, vincitore di Hell’s Kitchen Italia, con un menù che comprendeva Capesante con castagne glassate e vitello con i ricci di mare, Riso alla barbabietola e spaghetti con branzino e caffè, Scenario d’astice con panelle e anatra croccante con consommé di cicale di mare, Burro di arachidi con cioccolato e mango. E lo sapevamo pronto a partire per l’avventura da Executive Chef nel ristorante di Hell’s Kitchen del Forte Village in Sardegna. Notizie fresche di stampa lo danno ora ri-arruolato nelle cucine di Sky (dal 4 ottobre, martedì ore 21.15, per otto puntate) come chef-assistent di una delle due squadre (quella blu, maschile) che si contenderanno la vittoria. L’ha voluto con sé nientemeno che il padrone di casa, Carlo Cracco: «Il Mirko è uno che buca il video». Ma di che sta parlando allora Ronzoni?

 

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GoodFood Veg, una nuova sfida. Ebbene, dopo l’esperienza sarda estiva e dopo aver girato le nuove puntate per Sky ad autunno-inverno 2015, Mirko è tornato a casa per dare vita a un progetto creativo, innovativo ed estremamente dinamico, gli stessi aggettivi che descrivono alla perfezione il suo creatore. L’idea, già operativa da mesi e inaugurata con una grande festa alla Domus di Piazza Dante sabato scorso, si chiama GoodFood Veg ed è un’attività iniziata coraggiosamente lo scorso maggio e che da allora è in evoluzione, in una costante ricerca di nuovi orizzonti gastronomici e soprattutto di un approccio salutare al cibo, tendenza ormai al riparo dall’accusa di essere unicamente un trend modaiolo.

La filosofia. Ma andiamo con ordine: i pilastri sui quali si basa la filosofia di GoodFood Veg sono principalmente l’utilizzo di materia prima di qualità, salutare e, dove è possibile, con basso impatto ambientale (si legga: a chilometro zero) e un’interpretazione creativa dei piatti, che oscilla tra la cucina vegetariana e vegana ma sempre rigorosamente biologica. Una bella sfida, che richiede una grande dose di originalità da parte del nostro vincitore, anche se a quanto sembra Mirko ne ha una scorta quasi inesauribile. L’intenzione è quella di aprire la strada verso questo tipo di cucina cercando di mantenere un alto livello gastronomico.

 

 

Chef-à-porter, menu e prezzi. Tutto comincia con un laboratorio perfettamente attrezzato in via Giulio Cesare 29 (che, su prenotazione, nella pausa pranzo si trasforma in un vero e proprio bistrot), anche se l’anima del business, nonché l’idea originale, è quella di creare qualcosa di simile a quello che è stato definito uno chef à porter. Chi è particolarmente attento a quello che compra duramente la spesa, lo sa, il cibo di qualità costa un po’ di più, ma i prezzi qui sono assolutamente concorrenziali, considerando poi che ti bussano alla porta di casa, o di ufficio: si va dai 12 fino ai 17 euro, con tanto di contorni, dolci (veg!) e un estratto.

L’app per le prenotazioni. Mirko, insieme al suo braccio destro Marco Gandolfo, ha messo insieme un buon ricettario, sufficientemente variegato per non annoiare i suoi clienti e cui aggiunge ogni giorno qualche creazione speciale. Attraverso un’app, scaricabile qui per Apple e qui per Android, è possibile visualizzare le proposte disponibili e i piatti speciali, si assembla il lunch che si preferisce e con una semplice ordinazione da smartphone si riceve direttamente a casa o in ufficio un pranzo gustoso e salutare.

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Le collaborazioni bio. L’idea funziona. Lo dimostrano i numeri e le interessanti collaborazioni che si stanno strutturando, oltre al take away, con bar e gastronomie, sempre più attente a un certo stile di vita e a una certa filosofia di alimentazione. Una delle più importanti è quella con Vicinia, bioshop in via XXIV maggio, dove si trova un punto gastronomico firmato GoodFood Veg e che funge da vera e propria dispensa per il laboratorio, garantendo costantemente prodotti e materie prime di qualità bio e assolutamente naturali.

E le bibite? Nel vostro pocket lunch le preparazioni veg si accompagnano poi a una selezione di bibite firmate Spumador e a qualche estratto salutare studiato ad hoc. Presto, promette lo chef, la proposta verrà ampliata con una selezione di vini toscani, un rosso, un bianco e un rosé IGT, che vantano un’etichetta totalmente vegana e quindi in linea con la filosofia di GoodFood. Per quanto riguarda le birre artigianali, invece, altro prodotto a cui Mirko, appassionatissimo di foodpairing, sta guardando con interesse, la sfida è quella di trovare un produttore che voglia sposare in pieno lo stile biologico e naturale, magari creando una birra su misura che possa entrare a pieno titolo sugli scaffali del bistrot.

Progetti per il futuro. Siamo all’inizio, ma i risultati già ci sono e le premesse per diventare un marchio riconosciuto esistono tutte. Intanto è arrivato il servizio di catering, appena nato ma già funzionante, e domani, forse, sarà la volta di una nuova idea originale, magari da proporre e replicare anche fuori da Bergamo.

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